All’indomani dell’esonero di Roberto Mancini dai compiti di allenatore responsabile della prima squadra, la preoccupazione di tanti tifosi dell’Inter è andata alle risorse ancora disponibili per il mercato, dopo l’oneroso passaggio di consegne con Mourinho. Fortunatamente, al contrario di quanto scritto dai giornali e detto da tv e radio, l’Inter non ha pagato alcuna buonuscita al tecnico marchigiano, che al momento viene regolarmente retribuito mensilmente. Quindi i 100 milioni di cui si è favoleggiato, in realtà non sono mai esistiti per il cambio di panchina. Tanto che Massimo Moratti ha smentito con durezza anche le voci di una possibile transazione con R. Mancini sulla base di 16 milioni di euro. Questo significa che per il mercato l’Inter ha conservato intatte tutte le sue potenzialità. Il che non significa che interromperà la sana abitudine acquisita negli ultimi 4-5 anni: quella di non sperperare denaro. Ad oggi i conti nerazzurri ci dicono che l’Inter ha speso (o spenderà tra qualche giorno): 5 milioni per il riscatto, non ancora perfezionato, di Jimenez dalla Ternana; 5 milioni per la seconda metà di Acquafresca. Quest’ultima operazione verrà finanziata integralmente da una lunga serie di cessioni minori (Eliakwu, Varaldi, Ceccarelli, ecc…), che fruttano all’Inter una media di 700-800 mila euro ciascuna. Dalle cessioni dei big (Burdisso, Adriano, Suazo, Stankovic), l’Inter spera di ottenere non meno di 50 milioni, che reinvestirà sostanzialmente in tre operazioni: Quaresma, Mancini, Lampard. Se l’acquisto del portoghese dovesse saltare perché troppo oneroso, ci potrebbe essere, a sorpresa, l’opzione-Robben, che potrebbe eventualmente essere conclusa con 20 milioni di euro. Insomma, a conti fatti, l’Inter chiuderà il calciomercato con un modestissimo passivo, derivante quasi esclusivamente dallo stipendio corrisposto mensilmente a Roberto Mancini …
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