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I Primi Mesi Di Mourinho : Il Centrocampo


14 Ottobre 2008   09:09.19

Scritto Da Riccardo Robotti


Proseguiamo l’analisi dei primi mesi della gestione Mourinho, che avevamo interrotto la settimana scorsa parlando della fase difensiva. Fare un’analisi completa della situazione del centrocampo è spesso cosa complicata, perchè il reparto vive di meccanismi molto paticolari e di esso bisogna sempre tener distinte le fasi difensive e offensive pur dovendo fare una valutazione complessiva.

Come al solito, partiamo storicamente dal giorno successivo a Parma-Inter, con i nerazzurri che confermano lo scudetto e cominciano a pensare all’Inter che verrà. Proprio il centrocampo era il reparto che tutti indicavano come quello maggiormente bisognoso di interventi. Infatti non c’era giornalista, addetto ai lavori, o semplicemente tifoso che avrebbe risposto in maniera diversa : l’Inter doveva inervenire, anch piuttosto prepotentemente, sul centrocampo. Perchè ? Per due ragioni, fondamentalmente : la prima è di ordine meramente anagrafico, la seconda invece è di ordine qualitativo.

Zanetti, Vieira, Dacourt, Figo, Solari e Cesar sono decisamente avanti con l’età, e tra l’altro alcuni di loro sono in scadenza di contratto e dunque bisogna decidere il da farsi. A fortificare la convinzione circa la necessità di intervenire massicciamente sul centrocampo vi è una diffusa idea di scarsa qualità generale del centrocampo, se confrontato con quelli dei top club europei : Zanetti è una zavorra tattica perchè pensa solo alla fase difensiva, Cambiasso in Europa non è mai esploso, Dacourt,Solari e Cesar non sono adatti agli standard attuali di Champions, Vieira e Figo neppure per sopraggiunti limiti di età. L’ambiente chiede la cessione di Figo,Dacourt,Solari,Cesar ed il non rinnovo di Maniche e Jimenez, già bocciati da Roberto Mancini. Per diverse ragioni la società compie solo metà dell’opera : se ne vanno Solari,Cesar,Maniche ed il giovane Pelè nell’ambito dell’affare Quaresma, rimangono Figo e Dacourt pur essendo il contratto di entrambi in scadenza. Per certi versi la società ha ragione :il progetto era vincente e cambiare sei o sette elementi avrebbe potuto incasinare l’ambiente e lo spogliatoio. Purtroppo le conferme cadono sugli elementi più acciaccati e discontinui della stagione appena conclusa, e questo suscita immediatamente qualche dubbio sulla validità delle operazioni.

In ogni caso la curiosità era accesa soprattutto in relazione al mercato in entrata piuttosto che in uscita, e l’arrivo di Mourinho faceva ben sperare in un acquisto coi controfiocchi : circolava soprattutto il nome di Lampard, pupillo del tecnico, con il quale viene effettivamente imbastita una trattativa che alla fine si conclude nel niente per la società e con qualche pound in più sul conto corrente del forte centrocampista inglese, che ottiene un lauto adeguamento dell’ingaggio con tanto di rinnovo quinquiennale, spegnendo ogni speranza di vederlo a Milano a costo zero nell’estate 2009.

Circolano comunque altri grandi nomi, soprattutto quelli di Xavi e Xabi Alonso, quest’ultimo bocciato dalla Juve che gli preferisce Poulsen. Xabi Alonso è piuttosto giovane, ha buone doti di regista (ruolo completamente assente nell’Inter) e vanta una certa sperienza internazionale. La società invece vira su Sulley Muntari del Portsmouth ,che rimarrà l’unico acquisto in un reparto che forse meritava più attenzione quantitativamente e qualitativamente parlando.

Mourinho si comporta come con i difensori, dunque rimescola le carte in gioco e concede a tutti la chance di colpirlo in positivo. Figo gioca tuto il pre-season, complice anche il tardato arrivo di Quaresma, e mostra evidenti limiti dinamici, Dacourt non impressione particolarmente, Jimenez viene provato in diversi ruoli con buoni risultati ma alla fine cede per infortunio, mentre l’ultimo arrivato Muntari ben si inserisce anche se Mourinho non fa mancare un colpo basso alla società che critica elegantemente in conferenza stampa per aver puntato su un giocatore che “a differenza di Lampard, deve essere disciplinato tatticamente per il suo calcio”.

Il centrocampo gioca costantemente a tre, e vengono privilegiati i giocatori fisici poichè deve essere supportata una manovra offensiva di tre attaccanti. Il problema principale rimane di ordine qualitativo : Cambiasso praticamente arretrato quasi sulla linea dei difensori, Muntari e Zanetti non possono che fornire un validissimo apporto fisico in fase difensiva, ma continua a mancare tatticamente un giocatore che detta i tempi nella impostazione della manovra (un Xabi Alonso), e questo costringe spesso i difensori a lanci unghi sperando che l’Ibrahimovic di turno agganci, oppure a lente manovre di possesso palla che spesso si concludono nel nulla. Stankovic potrebbe risolvere questo problema, a patto che Mourinho vinca la propria scommessa (”Voglio farlo tornare quello della Lazio”). Muntari rimane l’unico capace di inserimenti e tiro da fuori, insieme ad un Vieira sul viale del tramonto.

Insomma, se in difesa e in attacco non ci si può lamentare, una tiratina d’orecchio mi sento di darla alla società per quanto riguarda il centrocampo, per il quale si poteva e forse si doveva fare di più. In ogni caso rimango convinto che se noi abbiamo dei difetti, gli avversari che abbiamo in Italia hanno delle montagne da scalare.

I voti :

Zanetti : ultimamente soffre un pesante calo di condizione dovuto al fatto che, insieme a Cambiasso, è l’unico a garantire il tecnico sotto il profilo fisico e psicologico. In ogni caso raramente scende sotto il 6. Rimango convinto che Zanetti, grandissimo uomo, rimanga per il calcio attuale un centrocampista limitato dato che rinuncia alla fase offensiva, ed è un peccato. Voto 6

Stankovic : è un giocatore potenzialmente fantastico, che esprime però un terzo del suo potenziale, con o senza infortunio da portarsi appresso.Tecnicamente rimane il centrocampista più completo in rosa. Voto 5

Figo : il tramonto è già calato da un pezzo. Tutti se ne sono accorti tranne lui e Moratti, a meno di clamorose smentite. Voto 5

Jimenez : s.v.

Vieira : a differenza di Figo qualche colpo in canna ancora ce l’ha, e se è in forma rimane uno dei primi 5 centrocampisti al mondo. Ovviamente fino al prossimo infortunio, che puntualmente è arivato in un momento delicatissimo. Voto 6

Dacourt : s.v.

Cambiasso : è l’unico giocatore a salvarsi quando la nave affonda (vedi derby). Peccato per il ruolo designato da Mourinho, che lo limita parecchio. Manca la grande affermazione europea per diventare uno dei primi tre al mondo, ma testa,cuore,gambe e piedi ci sono.Voto 7

Muntari : giovane e completo, splende in supercoppa poi si oscura per un eccesso di troppo e inguaia Zanetti e Cambiasso che devono fare gli straordinari, anche se non è solo colpa sua. Voto 5,5

Bolzoni : s.v. , con l’appello a Mourinho di provarlo ogni tanto perchè il talento c’è indubbiamente.

Mourinho : la manovra è lenta e prevedibile, ed è fondata sempre sugli stessi uomini : non si va al di fuori del trio zanetti,cambiasso,vieira, con munatri unica alternativa al francese. Dacourt bocciato e Stankovic rimandato, forse a ragione, ma limita eccessivamente Cambiasso precluso dalla fase offensiva.Per ora si ha l’ideadi un reparto distaccato sia dalla difesa che all’attacco, e su questo c’è ancora tanto da lavorare, già a partire da Roma-Inter. Voto 5,5

I Primi Mesi Di Mourinho: La Difesa


7 Ottobre 2008   22:17.42

Scritto Da Riccardo Robotti


Come anticipato nell’articolo precedente, in questa settimana approfitteremo della sosta per fare un primo bilancio della gestione Mourinho, analizzando l’attuale situazione reparto per reparto, cercando di dare un giudizio all’operato sin quì svolto da tecnico, giocatori e dirigenza.

Andiamo con ordine e partiamo dal reparto arretrato. Al fischio finale di Parma-Inter la rosa contava 9 elementi più tre portieri : Julio Cesar,Toldo,Orlandoni erano gli estremi difensori, mentre Cordoba,Samuel,Burdisso,Materazzi,Chivu,Rivas,Maicon,Maxwell e Cesar erano i giocatori che andavano a formare le forze di difesa. Nonostante l’elevato numero di elementi, Mancini necessitò di tutte le risorse disponibili per arrivare all’ultima giornata di campionato in testa alla classifica e alla fine rimanerci, tant’è che nella fondamentale gara di Parma giocarono seconde linee come Rivas e Cesar. L’arrivo di Mourinho convinse tutti, o quasi, gli addetti ai lavori del fatto che proprio il reparto difensivo sarebbe stato quello più colpito dal mercato estivo. In effetti la situazione non era delle migliori : se lateralmente non vi erano grandi problemi, destava timore la condizione generale dei difensori centrali : Cordoba e Samuel venivano da due crociati, Materazzi non aveva brillato di luce propria e su Burdisso sono sempre gravitate delle perplessità, soprattutto dal punto di vista caratteriale più che quello meramente tecnico.

Mourinho,dal lato suo, garantiva una certa continuità tecnica rispetto al suo predecessore : sia il Porto che il Chelsea hanno sempre costantemente giocato a quattro, tendenzialmente con un laterale di spinta e uno di contenimento, e questa filosofia ben si amalgamava con l’assetto difensivo dell’ultima Inter di Mancini. Maicon che spinge sulla destra, Maxwell o Chivu a contenere sulla sinistra, e i due centrali rispondevano perfettamente alle esigenze del tecnico di Setubal. Gli addetti ai lavori erano concordi sul fatto che il reparto arretrato dell’Inter sarebbe stato protagonista in estate più in entrata che in uscita, viste soprattutto le condizioni incerte di due pedine fondamentali come Samuel e Cordoba, pur partendo da una base solidissima drivante dal fatto di disporre della migliore difesa sul piano nazionale e una delle migliori sul piano internazionale. Già si facevano alcuni nomi, su tutti Carvalho del Chelsea, quando arrivò la risposta shock di Mourinho alla prima conferenza stampa in nerazzurro : i difensori sono troppi e si dovrà più pensare al mercato in uscita piuttosto che in entrata. Le costanti incertezze sul recupero sia di Cordoba che di Samuel però fecero cambiare idea al portoghese, che dunque alla fine bocciò solo Cesar e confermò Burdisso (ormai prossimo alla Fiorentina) e Rivas, dopo aver pubblicamente confermato Materazzi sin dall’inizio.

La cosa sorprese tutti tranne i profondi conoscitori del portoghese : sia al Porto che al Chelsea dopo un primomomento di assestamento, Mourinho ha sempre puntato sulla continuità del settore difensivo, addirittura arrivando a schierare soprattutto al Chelsea sempre gli stessi difensori centrali (Terry e Carvalho), facendone uno dei suoi dogmi principali. All’insegna della continuità, Mourinho non rade al suolo il lavoro di Mancini, già ottimo, e anzi lo vuole cementare, andando a scegliere la coppia titolare (presumibilmente Samuel e Cordoba, momentaneamente infortunati) e le riserve (Chivu, appena operato alla spalla e Materazzi), bocciando di fatto i rimanenti difensori centrali : solo poco tempo più tardi, viste le complicazioni di Samuel e le incertezze su Chivu e Cordoba, convinceranno Mourinho a confermare almeno fino a gennaio il duo sudamericano Burdisso e Rivas, seppur a quest’ultimo verrà sempre preferito Cambiasso spostato al centro della difesa.

Dunque, l’Inter riparte dallo stesso reparto arretrato, con un Cesar in meno e un Santon in più, vera rivelazione del calcio d’agosto, ma ancora immaturo per il grande salto. In fase difensiva l’Inter fonda la propria sicurezza, grazie al miglior portiere del mondo (o comunque uno dei primi tre), il miglior laterale destro al mondo, e almeno due dei primi cinque o sei difensori centrali al mondo. In estate l’inter appare un vero e proprio muro : concede poco, subisce ancor di meno e regge sempre l’avversario nonostante le assenze forzate.

Come spesso accade, però, quando arriva il calcio vero i nuovi schemi vanno sempre assimilati sul lungo periodo : fu così anche con Mancini al primo anno, e tutto sommato è stato finora così anche con Mourinho, seppur con danni evidentemente minori. Alla prima partita ufficiale, in supercoppa, l’Inter annienta l’attacco romanista, che infatti raggiunge de volte i nerazzurri prima con tiro da trenta metri, poi su sfortunata deviazione al novantesimo da calcio d’angolo. La supercoppa, però, è una partita secca, a sè stante, e dunque non totalmente veritiera. Il campionato, invece, ha fatto finora scoprire qualche lacuna, mitigata da un attacco che finora ha ben rimediato agli errori difensivi, comunque quasi sempre veniali. Infatti delle otto reti subite in stagione su nove apparizioni (quasi una rete subita a partita), solo due volte l’Inter è andata in svantaggio (con Catania,rimediado, e Milan, perdendo), e solo cinque, cioè quasi la metà, hanno poi effettivamente inciso sul risultato. Smentendo chi è convinto che l’Inetr manciniana subiva meno reti, l’Inter dellanno scorso a questo punto della stagione avea subito solo una rete in meno, e cinqe di queste avevano influito sui riultati inali, come quest’anno con la differenza che in bacheca possiamo vantare una supercoppa italiana in più, e considerando il fatto che l’inter di oggi è priva della sua star in difesa, Walter Samuel, uno di migliori centrali al mondo.

Il vero difetto di questa difesa è, paradossalmente, l’attacco : ricordate le incursioni aeree di Materazzi,Burdisso,Cordoba e lo stesso Samuel? Con Mourinho, finora, non si è visto nulla di tutto questo, nonostante l’Inter di Mancini garantiva un certo apporto di reti.

Le pagelle dei singoli :

Materazzi : non è più il matrix di due anni fa, ma nemmeno quello dell’anno scorso. Rimane una buonissima alternativa in attesa di capire quali siano i prescelti di Mourinho. In ripresa negli ultimi tempi, macchia il voto comunque suffciente con la stupida espulsione nel derby. Voto 6

Cordoba :arriva da un infortunio che poteva stroncargli la carriera, invece si dimostra un difensore affidabile nonostante la non più tenera età. Nell’ultimo mese è il difensore che ha dato maggior sicurezza nel reparto difensivo centrale. Voto 7

Burdisso : il vero problemadi questo ragazzo lo conosciamo perfettamente, nonostante sia a mio avviso il difensore tecnicamente più dotato in rosa. Commette sciocchezze che vanno a macchiare prestazioni di medio-alto livello, su tutte quella del derby. Voto 5

Samuel : s.v. (purtroppo,aggiungerei)

Rivas : s.v. , nonposso che fare i più sinceri auguri ad un difensore che l’anno scorso ha regalato buone prestazioni quando chiamato in causa

Chivu : finora impegnato da laterale sinistro, ha offerto prestazioni buone anche se non eccelse. Siamo comunque in attesa di un pieno recupero, che potrebbe restituirci uno dei più completi difensori in Europa. Voto 6

Maicon : semplicemente un fenomeno, voto 8,5

Maxwell : buone prestazioni, poi l’infortunio. Per quello che abbiamo visto merita comunque la sufficienza. Potrebbe spaccare il mondo, ne sono convinto,e invece fa il compitino, anche se molto diligentemente. Voto 6,5

Julio Cesar : rendimento un po’ più basso di Maicon, ma rimane una delle star assolute checi invidia mezzo mondo, e un motivo ci sarà. Voto 7,5

Toldo,Orlandoni : s.v.

Mourinho : alla luce di quanto abbiamo detto sinora, e considerando l’attenuante degli infortuni, senza dimenticare che la fase difensiva è quella più difficile da impostare e pur riconoscendo che la fase difensiva era già ben impostata precedentemente, i lavoro di Mister Mourinho è largamente sufficiente. Voto 7

 

Nei prossimi giorni analizzeremo gli altri reparti, intanto date sfogo alle vostre opinioni sulla nostra difesa…

Divieto Di Sosta


6 Ottobre 2008   20:39.25

Scritto Da Riccardo Robotti


Archiviata la pratica Bologna in maniera più perentoria di quanto non dica il risultato, l’Inter va in vacanza insieme a tutta la carovana della serie A. Questo di sicuro non pregiudicherà nulla, nè per la redazione del sito che cercherà di essere il più presente possibile con approfondimenti che il ritmo pallonaro generalmente non concede, nè per i nostri ragazzi, che saranno impegnati con le rispettive nazionali. Del resto il titolo si presenta interpretabile in più maniere. Ovviamente per due stacanovisti come me e Cuore non ci sono particolari problemi, più difficile sarà valutare le condizioni nelle quali torneranno i nazionali prima di una partita fondamentale come Roma-Inter per la corsa allo scudetto.

Procediamo con ordine da dove ci eravamo lasciati : eravamo alla vigilia di Inter-Bologna e molti dubbi, persino qualche timore, annebbiava le nostre menti. Tra le critiche più feroci mosse al tecnico era preponderante quella relativa all’eccessiva insistenza sul modulo. Non mi nascondo dietro a un dito e ammetto che pure io ormai mi ero rassegnato a vedere fino alla fine della stagione quelle due ali, spesso adattate, che realizzavano in maniera men che proporzionale rispetto a quanto producevano nell’arco della singola partita. Già che ci siamo, visto che siamo in assoluta confidenza, ammetto pure di non aver visto in diretta la partita ma di averne apprezzato le sintesi il giorno dopo, motivo per cui a differenza di qualche giornalista professionista preferisco evitare pagelle e analisi tecniche rischiando di cadere nel ridicolo. In ogni caso ho potuto constatare che Mourinho ha smentito tutti quelli che, come me, lo avevano criticato sotto il profilo del modulo, finalmente posizionando i giocatori nel loro ruolo originale, ottenendo così una partita di grande produttività, anche se vanno rilevati da un lato la non eccelsa qualità dell’avversario e dall’altro la costante scarsa proporzionalità tra realizzazione e prolificità di occasioni.

Soprattutto quest’ultimo elemento è di fondamentale importanza : qualcuno può sostenere che la cosa più importante a livello tattico è organizzare la manovra difensiva, e non a torto, ma è altrettanto vero che la più elementare regola del calcio ci porta a dire che vince chi è in grado di segnare una rete in più dell’avversario, per cui al rientro dalle nazionali sarà importantissimo verificare le condizioni dei difensori, ma soprattutto la verve dell’attacco , che contro una Roma che non vuole perdere l’ultimo treno dovrà essere motivata e incentivata al massimo.

In ogni caso la sosta per le nazionali, se da un ato non concede molto tempo libero nè alla redazione nè ai giocatori (soprattutto zanetti e cambiasso) di rifiatare, dall’altro ci consente di tracciare il bilancio dei primi due mesi di stagione agonistica. Quest’oggi mi dedico ai numeri, cioè alla cosa più semplice, mentre nei prossimi giorni andremo più nel dettaglio valutando l’operato dei singoli protagonisti, dividendo il tutto in quattro tronconi (difesa,centrocampo,attacco e infine gestione tecnica e societaria), in maniera tale da rendere il blog sempre attivo, ovviamente salvo stravolgimenti.

Dicevo, appunto, dei numeri :

Partite giocate : 9     Vinte : 6     Pareggiate : 2   Perse : 1      Reti fatte : 14 (1,5 a partita)  Reti subite : 8 (0,8)

Cannonieri : 3 reti Ibrahimovic, 2 reti Maicon e Leite Ribeiro, 1 rete Muntari,Balotelli,Cruz e Mancini

Top assist : 3 assist Ibrahimovic, 2 assist Mancini, 1 assist Leite Ribeiro

 

Nei prossimi giorni cercheremo di analizzare in concreto questi numeri, in maniera tale da dare una lettura ai primi mesi di lavoro di Josè Mourinho. 

Un Po’ Più Inter!


5 Ottobre 2008   12:05.16

Scritto Da Cuore Nerazzurro


Ieri sera si è vista una bella partita dei nerazzurri che finalmente hanno giocato una buona partita, anche se l’avversario non era il Real Madrid, ma il Bologna di Daniele Arrigoni. E’ proprio a San Siro che i romagnoli hanno ottenuto gli unici 3 punti della stagione, contro i cugini rossoneri. La partita si sblocca al 25′ gol un gol spettacolare del solito Ibrahimovic, che su cross di Adriano dalla sinistra, infila un pallone i porta con un tacco meraviglioso. Il gol non si può descrivere, bisogna guardarlo (Vedi). La partita procede dominata territorialmente dai nerazzurri e al 49′ rigore per i nerazzurri su fallo di mano di Volpi. Ibrahimovic lascia calciare il rigore ad Adriano che trasforma la massima punizione in rete. Non passano nemmeno 7 minuti, che il Bologna accorcia le distanze. Su un erroraccio di Zanetti (il primo che gli vedo commettere) Moras insacca in rete, nullada fare per Julio Cesar. C’è spazio anche per Victor Obinna che sostituisce Ricardo Quaresma all’88′. Il nigeriano si muove bene e fa anche gol, peccato fosse in posizione di fuorigioco.

Con il 4-4-2 l’Inter è ritornata ad essere un po’ più Inter!

Da segnalare anche il brutto infortunio di Rivas, che starà fuori 2 mesi, causa rottura collaterale esterno del gionocchio destro.

Siamo Tutti Allenatori, Inter-Bologna


3 Ottobre 2008   17:02.50

Scritto Da Riccardo Robotti


Prosegue la rubrica dedicata alla mia e alla vostra fantasia. Quì non conta quello che pensa il mister, perchè il mister siete voi. Le modalità sono sempre le stesse : da  http://www.inter.it/aas/news/reader?N=42489&L=it annotatevi i convocati (che sorpresa Obinna!!!), scegliete titolari,panchinari e giocatori da mandare in tribuna.

Vi dò la mia :

Formazione : 4-3-3

Titolari : Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Rivas, Zanetti ; Vieira, Cambiasso, Muntari ; Mancini, Quaresma, Ibrahimovic

A disposizione : Toldo, Samuel, Stankovic, Bolzoni, Cruz, Obinna

Tribuna : Leite Ribeiro

 

La palla passa a voi

Balotelli: Il Genio Incompreso?


2 Ottobre 2008   19:48.23

Scritto Da Riccardo Robotti


In pochi mesi ha scalato le vette del clacio italiano. Ha fatto parlare di sè, sempre, dal primo minuto in cui ha calcato i cami della serie A. E’ stato giudicato, insultato, sottovalutato e sopravvalutato. Di lui molti dicono un gran bene, altri dicono un gran male. Di fatto, è un personaggio che dentro e fuori dal campo riesce sempre a far parlare di sè. Del resto, un ragazzo che a 17 anni si proclama il nuovo Ronaldo non può che catalizzare l’attenzione di tutti, soprattutto in un momento storico che ricorda molto la fase pioneristica dei ricercatori di oro, dove le pepite sono ragazzini da lanciare contro i giganti del calcio europeo. Di lui un grandissimo allenatore non poco tempo fa disse :”Questo diventa tutto o niente”. Fu poi lo stesso allenatore a farlo esordire in coppa Italia ed in serie A. Da uno che può diventare tutto o niente puoi aspettarti di tutto, e infatti da subito sono stati fuochi d’artificio. In poche settimane la squadra gli ha affidato il compito di battere i calci da fermo. In pochi mesi, assente Ibra, ha trascinato l’Inter in coppia con Cruz fino al magico pomeriggio di Parma. Nel mezzo, una doppietta alla Juve in coppa Italia, giusto per attrarre ancora più simpatie se ce ne fosse stato bisogno.

Mario Balotelli è un giocatore completo : destro,sinistro,colpo di testa,tiro al volo,tiro da fermo,velocità e movimento sono le sue principali doti. Un unico neo, ineluttabile : la saggezza tattica. Sotto questo profilo il ragazzo deve ancora crescere, e molto. Rimane comunque la più grande promessa sul panorama calcistico nazionale, insieme allo juventino Giovinco. Mancini con lui ha svolto un importantissimo lavoro psicologico e tattico, ottenendo ottimi risultati se teniamo conto dell’età del ragazzo, ad oggi appena maggiorenne. Calcisticamente mi ricorda molto due giocatori dai destini molto diversi : Henry e Kluivert, più il primo che il secondo a dirla tutta.

Solo il tempo dirà chi ha ragione, ma per il bene dell’Inter e della Nazionale mi auguro che questo straordinario talento possa diventare un campione di livello assoluto, anche perchè a ben guardarlo per doti tecniche e caratteriali ne ha tutte le potenzialità.

A quanto pare, il ragazzo ha dei limiti comportamentali, quindi per una sua completa maturazione è necessario un grande lavoro psicologico da parte del mister di turno. Con l’arrivo di Mourinho si pensava di aver trovato il top per il ragazzo : manager che non guarda in faccia nessuno, non tiene conto dell’età (e infatti a parole elogia pubblicamente Santon), ritenuto da tutti un grandissimo motivatore.

L’inizio è scoppiettante : alla prima partita ufficiale, in supercoppa italiana, entra e segna il gol del (secondo) vantaggio, poi prende per mano l’Inter nei tempi supplementari e infine segna uno dei rigori decisivi per la conquista del trofeo. Meglio, partendo dalla panchina, non si poteva davvero fare. Fioccano titoli e articoli su di lui, tanto da indignare il navigato ct della Nazionale che subito tenta di smorzare gli animi circa la possibilità di convocarlo per le prime partite degli azzurri. Un dazio che Mario dovrà pagare ancora per un bel po’ di tempo, si metta il cuore in pace.

Storicamente siamo ai primi di settembre, giusto un mese fa. Il mese calcisticamente più brutto della sua esperienza nell’Inter dei grandi. Del resto, a 18 anni non può essere tutto rose e fiori, e soprattutto se si sta parlando di uno come Mario, che tanto normale non è. Partiamo dal presupposto che Mourinho non è impazzito, e dunque se in questo mese ha preferito Leite Ribeiro avrà i suoi fondati motivi. Ufficialmente, il motivo risiede in una opaca prestazione, condita da un inutile cartellino giallo, a Torino, quando entrò in campo sul 3-0 e non fece nulla per far rimpiangere le prime esclusioni stagionali dal club dei titolari.

Sicuramente Balotelli ci ha messo del suo, dunque, dentro e fuori dal campo. Quello che si è verificato però in conferenza stampa due giorni fa, però, credo di non averlo mai visto nè sentito. La frase di Mourinho (”Lo avete visto a Torino?”), volta a giustificare la reiterata esclusione del gioiellino made in inter, è un qualcosa di inaudito, soprattutto se si pensa alla qualità eccelsa mostrata finora dalle sue scommesse Figo,Quaresma e Leite Ribeiro.

Arriva la sera di Inter-Werder, e Mario torna titolare. Polemica chiusa,direte voi. Per quanto mi riguarda assolutamente no. Vedere Balotelli impiegato in fascia alla Amantino Mancini è come vedere Cruz a centrocampo, mi stringe il cuore. Balotelli rischia di pagare gli errori concettuali che hanno contraddistinto la campagna acquisti/cessioni di questa estate. Mourinho è stato finora rigido sul modulo, che prevede due ali di attacco a sacrificarsi in copertura, e una sola punta avanzata. Niente di male, a patto che il reparto offensivo sia in qualche modo costruito in maniera equilibrata : dato l’impegno fisico delle ali, sarebbe equilibrata una rosa che vede quattro ali e tre centravanti puri. La attuale situazione dell’Inter è diametralmente opposta : due ali più una terza al tramonto (Figo) e ben sei punte centrali,Obinna incluso. Rimanendo rigidi su questo schema, non può che conseguirne il fato che molti di quei sei attaccanti devono essere adattati nel ruolo dove invece vi è scarsità numerica.

D’accordo, visto Crespo in fascia visto tutto, ma la sistematicità con la quale Mourinho propone Mario in quel ruolo ho il timore possa essere tatticamente deleteria per quest’ultimo. Mario vittima di un disguido tattico? Troppo presto per dirlo, ma sta di fatto che il meglio di sè Balotelli non può che darlo giocando nel suo ruolo, nel quale tra l’altro Ibrahimovic gioca adattandosi, cioè la punta centrale.

Balotelli diventerà tutto o diventerà niente? Chi lo sa, ma cominciando a farlo giocare nel suo ruolo potremmo cominciare a scoprirlo.

Vero Mou?

Tracciamo Un Primo Bilancio


2 Ottobre 2008   09:52.33

Scritto Da Riccardo Robotti


Lo avevo promesso e voglio essere di parola, quindi questa è la mattina dei primi bilanci dell’era Mourinho. Patti chiari, amicizia lunga : chi si aspetta che dopo la partita di ieri mi scagli contro Tizio o Caio rimarrà deluso. Io “nonstoconmancini” nel senso stretto del termine, a differenza delle migliaia di vedovelle sedute sugli spalti del Meazza ieri, e nemmeno vado a cercare il complotto arbitrale dietro l’angolo,magari nascondendosi dietro a un dito. Capiterà, e spesso, di parlare sia di Roberto Mancini che di arbitri, ma sempre con una linea editoriale precisa : il Mancio è stato un grandissimo allenatore e un grandissimo uomo fuori dal campo, ma fa parte del passato, gli arbitri se sbagliano lo fanno in buona fede. Detto questo, proviamo a ragionare sull’attuale momento dell’Inter, che non è di certo semplicissimo.

Momento storico- La partita con il Werder, seppur abbia mostrato un’Inter leggermente migliore rispetto al derby, non ha fatto altro he consolidare dubbi tecnici e tattici che ormai si stanno cementand non solo nella mia, ma direi nella mente di tutti gli interisti. Milan e poi Werder dopo pochi giorni erano un’occasione per cancellare la critica e creare un solco sia in campionato (+7 sul Milan,+6 sulla Roma,+ 4 sulla Juve) che in Champions, perchè vincere ieri avrebbe significato praticamente il passaggio del turno. Storicamente questo momento si presentava a margine di un periodo in cui l’inter veniva criticata sul piano del gioco praticamente in maniera universale : a Genova non aveva convinto, con il Catania ha vinto grazie a due autoreti, con il Toro ha sbloccato il match sempre su autorete epoi nel secondo tempo ha giocato a fare la bella addormentata, con il Lecce si è fatta tatticamente ingabbiare da Beretta, e molti non erano nemmeno convinti della partta contro i greci in Champions. Per certi versi, non a torto : il confronto con Mancini, seppur spietato, è inevitabile, e la coppia d’assi che aveva caratterizzato le vittorie dello jesino (imponenza fisica e ordine tattico) sono sostituite da un gioco macchinoso,spesso basato sul contropiede, che si sviluppa attraverso un possesso palla prolungato e spesso sterile. Milan e Werder erano il primo banco di prova non solo per misurare il gioco e per prendere le ali, perchè si può fare un’ulteriore considerazione : Milan e Werder erano le prime avversarie toste con le quali l’Inter si è misurata. Sampdoria,Catania,Torino,Lecce e Panathinaikos non impensieriranno mai l’Inter in termini di classifica e/o passaggio del turno.

Il derby e la partita di ieri- Come dicevo poco fa, l’inter e Mourinho non hanno convinto per i risultati, dietro ai quali sempre si possono nascondere i difetti, ma soprattutto ha deluso per il gioco e per l’atteggiamento tattico con i quali i nerazzurri si sono mostrati all’Europa. Niente di irrimediabile, anche se va detto che sarà molto più semplice consolidare i primati in classifica (quello reale in Champions e quello virtuale in campionato), attraverso la ricerca di una solida impostazione tecnica e tattica.

Pregi e difetti di Mourinho- Nei primi tre mesi di gestione possiamo comunque tracciare un primo bilancio di un allenatore che, diciamolo subito, ha solo fatto intravedere le sfumature di un allenatore Special, a dimostrazione che quando nella prima conferenza stampa ha sottolineato di essere un allenatore normale forse bisognava prenderlo un po’ più sul serio, tralasciando lo special ingaggio. Per analizzare Mourinho dovremmo scindere il contesto getionale da quello meramente sportivo. Sotto il profilo gestionale. Mourinho prosegue e migliora un trand già affermatosi durante la gestione Mancini : l’allenatore dell’Inter deve essere l’antipatico, un po’ perchè così è sistematicamente dipinto dalla stampa asservita e succube dei loro padroni, che sono proprietari delle rivali dell’Inter, e un po’ perchè forse all’Inter società questa situazione piace, perchè come in tutti i film non esistono solo buoni o solo cattivi. Personalmente apprezzavo di più quella linea subdolamente ironica tipicamente manciniana, una linea consapevole di come funzionava e funziona il sistema mediatico, perchè il mancio in quel sistemamediatico ci è nato e cresciuto. Mancini dava la sensazione di difendere l’Inter sul serio, Mourinho dà più l’impressione, e parlo dal punto di vista personale, di catalizzare l’attenzione su di sè più per farsi pubblicità che altro anche se certe uscite a piedi uniti sulla stampa sono davvero da 30 e lode.Tuttavia, va sottolineato come sarebbe bastato assumere un capo ufficio stampa un po’ più presente di Andrea Butti, oppure conferire più poteri a Paolo Viganò, per risolvere la situazione, se si ha intenzione di risolverla.

Dal punto di vista agonistico, la gestione Mourinho finora ha lasciato molti dubbi ed incertezze. Il gioco latita, perchè molto spesso le partite sono risolte con lancio lungo e contropiede. L’Inter crea poco in avanti, nonostante un attaccante numericamente in più rispetto all’anno scorso, e concede parecchio, toppo rispetto al passato, prendendo gol da chiunque : è stato così in supercoppa, a Genova, contro il Catania, a Torino, nel derby e ieri dove ha rischiato di perdere all’ultimo secondo più che di vincerla negli altri 91 minuti. Dunque, pur non avendo dimestichezza con la statistica descrittiva, ci vuole poco a capire che l’inter ha subito sempre gol, tranne che in due partite su otto, cioè contro il Lecce (che aveva però rinunciato ad attaccare) e contro la peggiore squadra del girone di Champions, classifica alla mano. La manovra, lo ribadiamo, è lenta, ed è inutile avere due ali d’attacco che tornano nella propria trequarti, perchè si farebbe più bella figura a dire che l’inter gioca con cinque centrocampisti e una sola punta là davanti. Spero di sbagliarmi, ma la cosa che più mi fa crescere dei dubbi è stata la costruzione della rosa : se non riesco a spiegarmi perchè la stessa difesa e lo stesso centrocampo dell’anno scorso siano così ballerini in fase difensiva, mi sorgono dei seri dubbi sulla costruzione dell’attacco. Se il modulo è sistematicamente quello con due ali e una punta, che senso ha avere in rosa due ali e mezzo (Figo non posso che considerarlo così) e ben 5 centravanti (Ibrahimovic,Balotelli,Cruz,Crespo,Leite Ribeiro, tralasciando Obinna….), dovendo poi adattare Balotelli ad un ruolo che non è il suo, stessa cosa dicasi per Cruz e lo stesso Ibrahimovic? Non era forse meglio acquistare un trequartista (Diego o Deco), avendone già due in rosa (Jimenez e Stankovic), in maniera tale da risparmiare un’operazione di mercato (le ali acquistate sono due) e giocare sempre con due attaccanti di ruolo (Ibra e Balotelli o Cruz, oppure Leite Ribeiro e Cruz)?Una cosa è certa, con questo schema si fa una fatica boia a segnare, e se da un lato rimane sempre il problema che avevamo anche l’anno scorso, cioè la mancanza di centrocampisti che vanno sistematicamente al tiro, voglio sottolineare come Ibrahimovic sia lasciato sempre più solo là davanti, facendo un tipo di gioco che non ne esalta le caratteristiche e per di più lo sottopone maggiormente a stress fisico. In compenso, pietre preziose come Rivas e Dacourt continuano a guardare i propri compagni di reparto a farsi espellere, mentre di Jimenez,Santon e Bolzoni si sono perse definitivamente le tracce. Così non và.

Il futuro- Come sempre, il futuro è la prossima partita, che ci vede sabato opposti al Bologna, formazione in piena crisi di gioco e risultati. Sarà facile prevedere, perso l’entusiasmo dell’exploit di San Siro din un mese fa, che gli emiliani conduranno una gara simile a quella contro il Lecce, alla ricerca di un serenità e punti che mancano da quattro giornate. L’Inter dovrà necessariamente rivedere qualcosa, e dalla partita di sabato possiamo e dobbiamo aspettarci un passo in avanti in tutte le direzioni (classifica.gioco,scelte tecniche) se vogliamo allontanarci da un pericoloso vortice tecnico,tattico e gestionale che si sta creando intorno a noi.

L’Inter Di Ieri E L’Inter Di Oggi: Il Confronto


30 Settembre 2008   09:41.25

Scritto Da Riccardo Robotti


Come dicevo nel post pre-derby, Milan-Inter (o Inter-Milan) non è mai una partita come le altre. Pur non avendo perso nulla in termini di classifca (l’Inter è ancora davanti a tutte e principali concorrenti), la partita di domenica ha lasciato il segno a tutti. Ad alcuni, tra cui il sottoscritto, ha fatto emergere perplessità su determinati aspetti tattici e tecnici. Ad altri, comprensibilmente nostalgici della gestione Mancini, vedere quell’Inter così impacciata nel superare la trequarti avversaria ha sortito effetti ancora peggiori. Cerchiamo allora di analizzare sistematicamente l’attuale situazione dell’Inter, servendoci di un confronto con l’ultima Inter di Roberto Mancini, premettendo che in realtà forse sarebbe più opportuno paragonare l’attuale Inter con la prima Inter dello jesino, quella dell’immediato dopo-Zaccheroni per intenderci.

Momento storico- Attualmente l’Inter occupa la terza posizione in campionato, a due lunghezze dalle sorprese Lazio e Napoli, ma la classifica “virtuale” è ben diversa : un punto di vantaggio su Juve e Milan e tre sulla Roma fanno dell’Inter la squadra di vertice che meglio si è approcciata all’inizio del torneo, pur essendo l’unica, e questo non è un alibi, ad aver cambiato gestione tecnica. Il paragone con l’Inter di Mancini  non regge il confronto sul fronte campionato : di questi tempi, l’Inter dello jesino viaggiava a 11 punti, ottenuti attraverso i confronti con Udinese,Empoli,Catania,Livorno e Sampdoria, quella di oggi ha un punto in meno ma si è già tolta uno degli impegni più difficili, il derby “in trasferta”. Vero che l’Inter di Mancini alla sesta di campionato ha sfondato la Roma all’Olimpico e che l’Inter attuale affronterà il Bologna, e quindi queto confronto sarà più completo a fine settimana, ma ora come ora Mourinho è leggermente in testa. Se poi paragoniamo l’avvio in campionato della prima Inter di Mancini con quella attuale, allora non c’è davvero storia. Il confronto è vinto da Mourinho soprattutto sugli altri fronti, cioè supercoppa italiana (vinta, a differenza dell’anno scorso) e Champions (oggi l’Inter è prima nel girone, l’anno scorso era ultima).Facciamo un confronto partita er partita, per chiudere il discorso. Mancini : Inter-Roma 0-1 (supercoppa), Inter-Udinese 1-1, Empoli-Inter 0-2,Inter-Catania 2-0,Livorno-Inter 2-2,Inter-Sampdoria 3-0, Fenerbahce-Inter 1-0. Inter di Mourinho : Inter-Roma 8-7 (supercoppa), Sampdoria-Inter 1-1, Inter-Catania 2-1, Torino-Inter 1-3, Inter-Lecce 1-0,Milan-Inter 1-0, Panathinaikos-Inter 0-2.

Preparazione atletica- Le due Inter sono state preparate in estate in maniera mlto diversa : Mancini, data la stazza atletica dei suoi giocatori, preferiva ritiri in montagna alla base di allunghi e flessioni, in maniera tale da sfruttare al massimo le potenzialità fisiche dei nerazzurri. In questo senso, il “pro” sta certamente nel fatto che una preprazione di questo tipo, molto simile a quella delle “provinciali”, consente un immediato impatto fisico e una maggiore tenuta atletica. Mourinho, invece, ha una filosofia diversa, e anche se è vero che non ha inventato niente, la differenza nella preparazione estiva si è vista eccome : gran parte degli allenamenti era incentrata sul lavoro con il pallone piuttosto che in palestra, e questo tipo di preparazione dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) portare ad un maggior impatto tecnico, basato sulla circolazione del pallone che Mourinho ama chiamare “triangoli in movimento”. Geometrie a parte, il frutto di questo lavoro finora si è visto a tratti, ma il primo tempo di Inter-Roma e la tenuta psico-fisica del debutto in Champions hanno impressionato tutti.

Scelte tecniche- In realtà dobbiamo specificare cosa si intende per scelta tecnica. Partiamo dal mercato : in questo caso, il confronto non può che essere tra la prima Inter di Mancini e quella attuale di Mourinho. Basandoci sul fatto che Moratti al primo anno ha esaudito tutti (o quasi) i desideri dei due tecnici, si rileva in entrambi la propensione a puntare su giocatori fidati, ma mentre Mancini ottenne il blocco Lazio (Stankovic,Mihajlovic,Favalli,Veron), Mourinho ha imposto solo due giocatori (Quaresma,ottenuto, e Lampard,inarrivabile per questa Inter), partendo da una base molto più solida rispetto a quella zaccheroniana. Solo il tempo ci dirà se Muntari,comunque un ripiego, e Quaresma siano stat buoni investimenti, ma vorrei sottolineare come entrambi (coe del resto tutti gli altri allenatori dell’era morattiana) siano stati accontentati solo all’80%, segno che la società vuole sempre imporre l’ultima parola : Mancini dovette accettare l’arrivo di Davids e la partenza di Cannavaro, Mourinho il mancato arrivo di Lampard e le grane Figo-Leite Ribeiro, e forse anche il rinnovo di Jimenez, bocciato da Mancini.

Sul fronte prettamente tecnico è difficile fare un paragone tra Mancini e Mourinho, perchè del primo conosciamo ben quattro anni di gestione, del secondo solo i primi due mesi. Una cosa, però, va sottolineata : già oggi si notano delle differenze sotto il profilo della gestione dei giocatori. Mancini, accusato di avere figli e figliocci in rosa, poneva moltissima attenzione al turnover, tant’è che i giocatori esclusi erano sempre dei “casi umani” (Recoba,Leite Ribeiro,Solari, ecc.) : questo consentiva, avendo una rosa preparata ugualmente sul piano atletico, una maggiore continuità di rendimento, tant’è che spesso ci siamo trovati a dire che nell’Inter manciniana chiunque scendeva in campo era in grdo di offrire il proprio contributo. Da questo punto di vista, non so fino a che punto siua produttivo separare titolari e riserve come sta facendo ora Mourinho : è vero che si evitano a priori disguidi, pericolosi al primo anno di gestione tecnica dato che all’arrivo del nuovo tecnico tutti i ruoli sono stati rimessi in discussione, ma è anche vero che ciò può portare ad una demotivazione delle seconde linee. In questo caso, conta e conterà tantissimo il polso dell’allenatore, che ormai Mancini con il suo modo di porsi nello spogliatoio dopo quattro anni aveva perso, stando alle parole dei diretti interessati. Sarà basilare saper gestire seconde linee che nemmeno il Chelsea poteva offrire, del calibro di Balotelli,Cruz,Materazzi,Figo  e via dicendo. Proprio la gestione tecnica è l’aspetto della nuova Inter che più di tutti mi fa sorgere dei dubbi : perchè non fare giocare Muntari in Grecia? Perchè escludere Balotelli dal derby? Perchè accantonare pietre preziose come Rivas e Dacourt? Perchè elogiare Bolzoni e Santon marginandoli dal gruppo? Perchè insistere con Leite Ribeiro?

Rapporto tecnico-società-stampa- Questo è l’aspetto che pone Mancini in controluce rispetto a Mourinho. Mancini non era più in grado di imporsi a livello societario, e di conseguenza spesso si è trovato a condurre battaglie mediatiche praticamente da solo. Mourinho, data la sua abilità mediatica, non ha nemmeno bisogno dell’appoggio societario : discorsi come quello di sabato sono musica per le nostre orecchie e in fin dei conti era tutto ciò che ci aspettavamo da un tesserato Inter ormai da anni. Non sottovalutiamo questo aspetto, perchè arriveranno tempi anche più difficili di questo, per il quale ci si può ancora parare dietro i risultati ottenuti.

Il futuro- Il futuro è semplicemente, nè più nè meno, domani. Milan-Inter poteva segnare un solco tra noi e le avversarie e invece ha rimesso tutto in discussione, più per il gioco espresso che per il risultato in sè e per sè. Con il Werder, e a partire dal Werder, dovrà essere un’altra Inter.

Tutti Gli Uomini Del Presidente


29 Settembre 2008   17:31.53

Scritto Da Cuore Nerazzurro


“Il Milan ha segnato un gol, noi nessuno. Questa è la storia della partita. Nessuna squadra ha prevalso sull’altra. Dell’arbitro non voglio parla perchè voglio essere in panchina contro il Bologna”. Ecco le parole di Josè Mourinho dopo la partita persa con il Milan.

Ora io non vorrei cadere nel ridicolo e premetto subito che l’Inter ha giocato male anzi malissimo e di certo non meritava di vincere, però non si può non dire che il signor Morganti non ci abbia messo del suo. Nel secondo tempo quasi tutti i falli dei nerazzurri sono stati puniti con il cartellino giallo e molti di questi erano normali falli di gioco. Non ho ancora capito le ammonizioni a Zanetti e a Quaresma, per non parlare poi della prima di Burdisso. Ok la seconda è scrosanta, ma la prima non esiste ne in cielo ne in terra! Gattuso ha commesso falli di quel genere per tutta la partita ed è stato ammonito dopo il quinto fallo, Burdisso al primo. Poi Kakà ha atterrato Quaresma in un paio di occasioni, e non è nemmeno stato ammonito Quaresma alla prima occasione è stato castigato. Non voglio parlare del gol dei rossoneri, perchè il fuorigioco era obiettivamente impossibile da vedere a occhio nudo, però sul rapporto falli/ammonizioni qualcosa che non va c’è. L’Inter quest’anno ha gia subito 3 espulsioni molto dubbie, ma ormai noi siamo abituati a giocare in 10.

Concludo parlando della mini-intervista pre-derby di Berlusconi. “Per vincere serve bravura, fortuna e arbitri”, bhè direi che il presidente del Milan per 2/3 è stato accontentato.

Morganti, Niccolai, Papi e De Marco, tutti uomini del presidente.

Il Ballo Dei Debuttanti


29 Settembre 2008   10:03.51

Scritto Da Riccardo Robotti


La “prima volta” non è mai agevole. Debuttare in un derby, nel derby di ieri sera, è cosa ancora più difficile. Oggi è il giorno del mio debutto sul palcoscenico di cuorenerazzurro, un sito che ha voglia di emergere per diventare un punto di riferimento per il navigatore interista. Mi sarebbe piaciuto cogliere l’occasione di un derby vinto bene, come quelli di manciniana memoria, per elencarvi quella che sarebbe stata la mia linea editoriale ed il mio modo di intendere un sito come cuorenerazzurro, che nasce figuratamente per essere un’isola in grado di offrire asilo a tutti i tifosi nerazzurri (e non). Il debutto me lo sarei immaginato più o meno così. La partita di ieri, purtroppo, ha stravolto i miei piani e i miei sogni di gloria, ha scardinato alcune mie certezze e ha fatto affiorare alcuni dubbi, soprattutto di natura tattica. Per fortuna non sono solo, perchè ieri era anche il giorno del debutto di Mourinho. Non fraintendetemi, intendo il debutto di Mourinho con il grande calcio italiano. Fino a ieri l’inter aveva incontrato Sampdoria,Catania,Torino e Lecce, non certo compagini di altissimo livello in grado di lottare al vertice. Qualcuno può obiettare chel’inter ad agosto ha battuto la Roma, ma la supercoppa italiana, seppur prestigiosa, è più un trofeo da mettere in bacheca che una cartina tornasole della forza delle due partecipanti. Ieri, invece, Mourinho ha debuttato nel calcio che conta, e allora sorvoliamo sui discorsi introduttivi sulla linea editoriale, che intanto scoprirete di giorno in giorno, e andiamo direttamente al sodo, perchè di carne sul fuoco ce n’è davvero tanta.

Partiamo con l’analisi della partita : Mourinho stupisce tutti sin dalla formazione iniziale, schierando a sorpresa Burdisso al posto di Cordoba e promuovendo, a mio avviso inspiegabilmente, Quaresma titolare. Aldilà dei singoli, la scelta tattica non mi sembra più di tanto criticabile : mancando un trequartista puro, in grado di inventare in mezzo al campo, Mourinho sceglie di rimpolpare il centrocampo con due ali in grado di creare superiorità nell’uno contro uno, ma anche di dare una mano ai compagni più arretrati costruendo un vantaggio numerico nella zona nevralgica del campo. Il primo tempo, pur essendo piuttosto noioso sotto il profilo dello spettacolo, tutto sommato è stato affrontato con il giusto piglio : squadra compatta, che rischia pochissimo perchè concede una sola mezza occasione a Ronaldinho nella prima mezz’ora, ma troppo imballata quando la linea del possesso palla saliva nella trequarti avversaria. Ibrahimovic perde troppi palloni e non regala sponde, Mancini è vivace ma quasi sempre inconcludente, Quaresma è un oggetto non identificato che si muove in mezzo al campo. Ne deriva da tutto ciò che solo Maicon emerge nel corso dei minuti, con qualche bella sgroppata e un’incursione pericolosissima che ha portato Ibrahimovic ad essere,con un pizzico di ritardo, a tu per tu con Abbiati. Questa rimarrà, assieme ad un contropiede mal gestito da Ibrahimovic su palla recuperata da Cambiasso nella seconda metà di gara, l’unica azione degna di nota di un’Inter troppo spenta e rinunciataria in fase offensiva. Sul finale di primo tempo, il gol avversario : il fuorigioco di Kakà, millimetrico, dà il via ad una azione che porta Ronaldinho a sovrastare Cambiasso di testa e insaccare il pallone imparabilmente alle spalle di un Julio Cesar già miracoloso al ‘25 (sempre su Ronaldinho,che sfrutta un rimpallo favorevole in area dopo una pregevole azione di Kakà).

Il secondo tempo si apre con la seconda sorpresa della serata : l’assenza di cambi rispetto alla formazione titolare. Confermati tutti, dunque, Balotelli &o. aspettano in panchina il proprio turno. Se l’Inter del primo tempo convince a metà, quella del secondo appare in balìa dell’avversario dal punto di vista tattico : permane la scarsa, per non dire nulla, propositività in avanti, l’azione stagna dietro la linea di metà campo, e l’assenza di un regista costringe i difensori ad inutili lanci lunghi che sono facile preda degli avversari. La manovra, bloccata da un Milan che amministra il vantaggio, assume toni imbarazzanti quando Mourinho, a svariate decine di minuti dalla fine, gioca la doppia carta Cruz-Leite Ribeiro, rinunciando a un difensore (Materazzi), per provare a smuovere qualcosa. Questa sarà la mossa che, seppur vincente pochi giorni prima contro il Lecce, segnerà definitivamente la fine della partita : gioco confusionario, idee astratte, stanchezza che comincia a farsi sentire (un ottimo Vieira del primo tempo crolla sul finale di gara) fino al ‘77, minuto del fattaccio : Burdisso, già ammonito, entra in ritardo su Kakà, prende il secondo giallo e lascia i compagni in dieci. Negli ultimi dieci minuti l’Inter prova a sfondare il muro avversario, senza successo. A pochi secondi dal termine, un cross stupendo di Maicon piazza Leite Ribeiro a pochi metri da Abbiati libero di colpire di testa, ma il centravanti sbaglia clamorosamente come contro il Lecce a metà settimana. In ogni caso una risposta alle precedenti occasioni di Kakà e di Shevchenko che non creano imbarazzi a Julio Cesar. Un intervento scomposto su Leite Ribeiro in area, del tutto simile a quello di Materazzi su Kakà nel primo tempo, fa esplodere il difensore azzurro in panchina, che a fronte di una parola di troppo viene espulso, rimediando una sicura squalifica per la prossima partita di campionato.

A coronare la serata, la gestione mediatica di Mourinho nel dopo-partita : a vederlo e sentirlo, viene da chiedersi dove sia finito quell’uomo spavaldo che sabato aveva incantato a parole tutti i tifosi interisti. Dice di non volersi lamentare della terna arbitrale (oggettivamente criticabile sotto il profilo della gestione dei cartellini) ma lancia qualche frecciatina, per fortuna senza lamentarsi di un fuorigioco che c’è  e non c’è. Fa i complimenti al Milan, meritati, ma non pone l’accento su particolari questioni tecniche e tattiche, su tutte l’ennesima bocciatura di Balotelli, che se non altro ieri con qualche punizione avrebbe potuto creare qualche pericolo alla difesa avversaria.

Lo dicevo qualche giorno fa, Milan e Werder sono le due partite della verità, i due incontri che possono farci capire molte cose, anche se non tutto, di Mourinho e dell’Inter che verrà. Se il buon giorno si vede dal mattino, i segnali non sono confortanti, non tanto per il risultato (ci sta perdere un derby…) quanto per alcuni dubbi tecnici e tattici che sono affiorati nei 90 minuti di ieri sera. Tra due giorni arriva il Werder, che deve recuperare i due punti persi contro il Famagosta e dunque non baderà a calcoli, cosiccome mi auguro non lo faccia l’Inter, dalla quale non possiamo aspettarci che non perda più partite importanti,ma di certo possiamo pretendere che non si verifichino più situazioni di naufragio tattico come quello di ieri sera.