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Un Po’ Più Inter!


5 Ottobre 2008   12:05.16

Scritto Da Cuore Nerazzurro


Ieri sera si è vista una bella partita dei nerazzurri che finalmente hanno giocato una buona partita, anche se l’avversario non era il Real Madrid, ma il Bologna di Daniele Arrigoni. E’ proprio a San Siro che i romagnoli hanno ottenuto gli unici 3 punti della stagione, contro i cugini rossoneri. La partita si sblocca al 25′ gol un gol spettacolare del solito Ibrahimovic, che su cross di Adriano dalla sinistra, infila un pallone i porta con un tacco meraviglioso. Il gol non si può descrivere, bisogna guardarlo (Vedi). La partita procede dominata territorialmente dai nerazzurri e al 49′ rigore per i nerazzurri su fallo di mano di Volpi. Ibrahimovic lascia calciare il rigore ad Adriano che trasforma la massima punizione in rete. Non passano nemmeno 7 minuti, che il Bologna accorcia le distanze. Su un erroraccio di Zanetti (il primo che gli vedo commettere) Moras insacca in rete, nullada fare per Julio Cesar. C’è spazio anche per Victor Obinna che sostituisce Ricardo Quaresma all’88′. Il nigeriano si muove bene e fa anche gol, peccato fosse in posizione di fuorigioco.

Con il 4-4-2 l’Inter è ritornata ad essere un po’ più Inter!

Da segnalare anche il brutto infortunio di Rivas, che starà fuori 2 mesi, causa rottura collaterale esterno del gionocchio destro.

Siamo Tutti Allenatori, Inter-Bologna


3 Ottobre 2008   17:02.50

Scritto Da Riccardo Robotti


Prosegue la rubrica dedicata alla mia e alla vostra fantasia. Quì non conta quello che pensa il mister, perchè il mister siete voi. Le modalità sono sempre le stesse : da  http://www.inter.it/aas/news/reader?N=42489&L=it annotatevi i convocati (che sorpresa Obinna!!!), scegliete titolari,panchinari e giocatori da mandare in tribuna.

Vi dò la mia :

Formazione : 4-3-3

Titolari : Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Rivas, Zanetti ; Vieira, Cambiasso, Muntari ; Mancini, Quaresma, Ibrahimovic

A disposizione : Toldo, Samuel, Stankovic, Bolzoni, Cruz, Obinna

Tribuna : Leite Ribeiro

 

La palla passa a voi

Balotelli: Il Genio Incompreso?


2 Ottobre 2008   19:48.23

Scritto Da Riccardo Robotti


In pochi mesi ha scalato le vette del clacio italiano. Ha fatto parlare di sè, sempre, dal primo minuto in cui ha calcato i cami della serie A. E’ stato giudicato, insultato, sottovalutato e sopravvalutato. Di lui molti dicono un gran bene, altri dicono un gran male. Di fatto, è un personaggio che dentro e fuori dal campo riesce sempre a far parlare di sè. Del resto, un ragazzo che a 17 anni si proclama il nuovo Ronaldo non può che catalizzare l’attenzione di tutti, soprattutto in un momento storico che ricorda molto la fase pioneristica dei ricercatori di oro, dove le pepite sono ragazzini da lanciare contro i giganti del calcio europeo. Di lui un grandissimo allenatore non poco tempo fa disse :”Questo diventa tutto o niente”. Fu poi lo stesso allenatore a farlo esordire in coppa Italia ed in serie A. Da uno che può diventare tutto o niente puoi aspettarti di tutto, e infatti da subito sono stati fuochi d’artificio. In poche settimane la squadra gli ha affidato il compito di battere i calci da fermo. In pochi mesi, assente Ibra, ha trascinato l’Inter in coppia con Cruz fino al magico pomeriggio di Parma. Nel mezzo, una doppietta alla Juve in coppa Italia, giusto per attrarre ancora più simpatie se ce ne fosse stato bisogno.

Mario Balotelli è un giocatore completo : destro,sinistro,colpo di testa,tiro al volo,tiro da fermo,velocità e movimento sono le sue principali doti. Un unico neo, ineluttabile : la saggezza tattica. Sotto questo profilo il ragazzo deve ancora crescere, e molto. Rimane comunque la più grande promessa sul panorama calcistico nazionale, insieme allo juventino Giovinco. Mancini con lui ha svolto un importantissimo lavoro psicologico e tattico, ottenendo ottimi risultati se teniamo conto dell’età del ragazzo, ad oggi appena maggiorenne. Calcisticamente mi ricorda molto due giocatori dai destini molto diversi : Henry e Kluivert, più il primo che il secondo a dirla tutta.

Solo il tempo dirà chi ha ragione, ma per il bene dell’Inter e della Nazionale mi auguro che questo straordinario talento possa diventare un campione di livello assoluto, anche perchè a ben guardarlo per doti tecniche e caratteriali ne ha tutte le potenzialità.

A quanto pare, il ragazzo ha dei limiti comportamentali, quindi per una sua completa maturazione è necessario un grande lavoro psicologico da parte del mister di turno. Con l’arrivo di Mourinho si pensava di aver trovato il top per il ragazzo : manager che non guarda in faccia nessuno, non tiene conto dell’età (e infatti a parole elogia pubblicamente Santon), ritenuto da tutti un grandissimo motivatore.

L’inizio è scoppiettante : alla prima partita ufficiale, in supercoppa italiana, entra e segna il gol del (secondo) vantaggio, poi prende per mano l’Inter nei tempi supplementari e infine segna uno dei rigori decisivi per la conquista del trofeo. Meglio, partendo dalla panchina, non si poteva davvero fare. Fioccano titoli e articoli su di lui, tanto da indignare il navigato ct della Nazionale che subito tenta di smorzare gli animi circa la possibilità di convocarlo per le prime partite degli azzurri. Un dazio che Mario dovrà pagare ancora per un bel po’ di tempo, si metta il cuore in pace.

Storicamente siamo ai primi di settembre, giusto un mese fa. Il mese calcisticamente più brutto della sua esperienza nell’Inter dei grandi. Del resto, a 18 anni non può essere tutto rose e fiori, e soprattutto se si sta parlando di uno come Mario, che tanto normale non è. Partiamo dal presupposto che Mourinho non è impazzito, e dunque se in questo mese ha preferito Leite Ribeiro avrà i suoi fondati motivi. Ufficialmente, il motivo risiede in una opaca prestazione, condita da un inutile cartellino giallo, a Torino, quando entrò in campo sul 3-0 e non fece nulla per far rimpiangere le prime esclusioni stagionali dal club dei titolari.

Sicuramente Balotelli ci ha messo del suo, dunque, dentro e fuori dal campo. Quello che si è verificato però in conferenza stampa due giorni fa, però, credo di non averlo mai visto nè sentito. La frase di Mourinho (”Lo avete visto a Torino?”), volta a giustificare la reiterata esclusione del gioiellino made in inter, è un qualcosa di inaudito, soprattutto se si pensa alla qualità eccelsa mostrata finora dalle sue scommesse Figo,Quaresma e Leite Ribeiro.

Arriva la sera di Inter-Werder, e Mario torna titolare. Polemica chiusa,direte voi. Per quanto mi riguarda assolutamente no. Vedere Balotelli impiegato in fascia alla Amantino Mancini è come vedere Cruz a centrocampo, mi stringe il cuore. Balotelli rischia di pagare gli errori concettuali che hanno contraddistinto la campagna acquisti/cessioni di questa estate. Mourinho è stato finora rigido sul modulo, che prevede due ali di attacco a sacrificarsi in copertura, e una sola punta avanzata. Niente di male, a patto che il reparto offensivo sia in qualche modo costruito in maniera equilibrata : dato l’impegno fisico delle ali, sarebbe equilibrata una rosa che vede quattro ali e tre centravanti puri. La attuale situazione dell’Inter è diametralmente opposta : due ali più una terza al tramonto (Figo) e ben sei punte centrali,Obinna incluso. Rimanendo rigidi su questo schema, non può che conseguirne il fato che molti di quei sei attaccanti devono essere adattati nel ruolo dove invece vi è scarsità numerica.

D’accordo, visto Crespo in fascia visto tutto, ma la sistematicità con la quale Mourinho propone Mario in quel ruolo ho il timore possa essere tatticamente deleteria per quest’ultimo. Mario vittima di un disguido tattico? Troppo presto per dirlo, ma sta di fatto che il meglio di sè Balotelli non può che darlo giocando nel suo ruolo, nel quale tra l’altro Ibrahimovic gioca adattandosi, cioè la punta centrale.

Balotelli diventerà tutto o diventerà niente? Chi lo sa, ma cominciando a farlo giocare nel suo ruolo potremmo cominciare a scoprirlo.

Vero Mou?

Tracciamo Un Primo Bilancio


2 Ottobre 2008   09:52.33

Scritto Da Riccardo Robotti


Lo avevo promesso e voglio essere di parola, quindi questa è la mattina dei primi bilanci dell’era Mourinho. Patti chiari, amicizia lunga : chi si aspetta che dopo la partita di ieri mi scagli contro Tizio o Caio rimarrà deluso. Io “nonstoconmancini” nel senso stretto del termine, a differenza delle migliaia di vedovelle sedute sugli spalti del Meazza ieri, e nemmeno vado a cercare il complotto arbitrale dietro l’angolo,magari nascondendosi dietro a un dito. Capiterà, e spesso, di parlare sia di Roberto Mancini che di arbitri, ma sempre con una linea editoriale precisa : il Mancio è stato un grandissimo allenatore e un grandissimo uomo fuori dal campo, ma fa parte del passato, gli arbitri se sbagliano lo fanno in buona fede. Detto questo, proviamo a ragionare sull’attuale momento dell’Inter, che non è di certo semplicissimo.

Momento storico- La partita con il Werder, seppur abbia mostrato un’Inter leggermente migliore rispetto al derby, non ha fatto altro he consolidare dubbi tecnici e tattici che ormai si stanno cementand non solo nella mia, ma direi nella mente di tutti gli interisti. Milan e poi Werder dopo pochi giorni erano un’occasione per cancellare la critica e creare un solco sia in campionato (+7 sul Milan,+6 sulla Roma,+ 4 sulla Juve) che in Champions, perchè vincere ieri avrebbe significato praticamente il passaggio del turno. Storicamente questo momento si presentava a margine di un periodo in cui l’inter veniva criticata sul piano del gioco praticamente in maniera universale : a Genova non aveva convinto, con il Catania ha vinto grazie a due autoreti, con il Toro ha sbloccato il match sempre su autorete epoi nel secondo tempo ha giocato a fare la bella addormentata, con il Lecce si è fatta tatticamente ingabbiare da Beretta, e molti non erano nemmeno convinti della partta contro i greci in Champions. Per certi versi, non a torto : il confronto con Mancini, seppur spietato, è inevitabile, e la coppia d’assi che aveva caratterizzato le vittorie dello jesino (imponenza fisica e ordine tattico) sono sostituite da un gioco macchinoso,spesso basato sul contropiede, che si sviluppa attraverso un possesso palla prolungato e spesso sterile. Milan e Werder erano il primo banco di prova non solo per misurare il gioco e per prendere le ali, perchè si può fare un’ulteriore considerazione : Milan e Werder erano le prime avversarie toste con le quali l’Inter si è misurata. Sampdoria,Catania,Torino,Lecce e Panathinaikos non impensieriranno mai l’Inter in termini di classifica e/o passaggio del turno.

Il derby e la partita di ieri- Come dicevo poco fa, l’inter e Mourinho non hanno convinto per i risultati, dietro ai quali sempre si possono nascondere i difetti, ma soprattutto ha deluso per il gioco e per l’atteggiamento tattico con i quali i nerazzurri si sono mostrati all’Europa. Niente di irrimediabile, anche se va detto che sarà molto più semplice consolidare i primati in classifica (quello reale in Champions e quello virtuale in campionato), attraverso la ricerca di una solida impostazione tecnica e tattica.

Pregi e difetti di Mourinho- Nei primi tre mesi di gestione possiamo comunque tracciare un primo bilancio di un allenatore che, diciamolo subito, ha solo fatto intravedere le sfumature di un allenatore Special, a dimostrazione che quando nella prima conferenza stampa ha sottolineato di essere un allenatore normale forse bisognava prenderlo un po’ più sul serio, tralasciando lo special ingaggio. Per analizzare Mourinho dovremmo scindere il contesto getionale da quello meramente sportivo. Sotto il profilo gestionale. Mourinho prosegue e migliora un trand già affermatosi durante la gestione Mancini : l’allenatore dell’Inter deve essere l’antipatico, un po’ perchè così è sistematicamente dipinto dalla stampa asservita e succube dei loro padroni, che sono proprietari delle rivali dell’Inter, e un po’ perchè forse all’Inter società questa situazione piace, perchè come in tutti i film non esistono solo buoni o solo cattivi. Personalmente apprezzavo di più quella linea subdolamente ironica tipicamente manciniana, una linea consapevole di come funzionava e funziona il sistema mediatico, perchè il mancio in quel sistemamediatico ci è nato e cresciuto. Mancini dava la sensazione di difendere l’Inter sul serio, Mourinho dà più l’impressione, e parlo dal punto di vista personale, di catalizzare l’attenzione su di sè più per farsi pubblicità che altro anche se certe uscite a piedi uniti sulla stampa sono davvero da 30 e lode.Tuttavia, va sottolineato come sarebbe bastato assumere un capo ufficio stampa un po’ più presente di Andrea Butti, oppure conferire più poteri a Paolo Viganò, per risolvere la situazione, se si ha intenzione di risolverla.

Dal punto di vista agonistico, la gestione Mourinho finora ha lasciato molti dubbi ed incertezze. Il gioco latita, perchè molto spesso le partite sono risolte con lancio lungo e contropiede. L’Inter crea poco in avanti, nonostante un attaccante numericamente in più rispetto all’anno scorso, e concede parecchio, toppo rispetto al passato, prendendo gol da chiunque : è stato così in supercoppa, a Genova, contro il Catania, a Torino, nel derby e ieri dove ha rischiato di perdere all’ultimo secondo più che di vincerla negli altri 91 minuti. Dunque, pur non avendo dimestichezza con la statistica descrittiva, ci vuole poco a capire che l’inter ha subito sempre gol, tranne che in due partite su otto, cioè contro il Lecce (che aveva però rinunciato ad attaccare) e contro la peggiore squadra del girone di Champions, classifica alla mano. La manovra, lo ribadiamo, è lenta, ed è inutile avere due ali d’attacco che tornano nella propria trequarti, perchè si farebbe più bella figura a dire che l’inter gioca con cinque centrocampisti e una sola punta là davanti. Spero di sbagliarmi, ma la cosa che più mi fa crescere dei dubbi è stata la costruzione della rosa : se non riesco a spiegarmi perchè la stessa difesa e lo stesso centrocampo dell’anno scorso siano così ballerini in fase difensiva, mi sorgono dei seri dubbi sulla costruzione dell’attacco. Se il modulo è sistematicamente quello con due ali e una punta, che senso ha avere in rosa due ali e mezzo (Figo non posso che considerarlo così) e ben 5 centravanti (Ibrahimovic,Balotelli,Cruz,Crespo,Leite Ribeiro, tralasciando Obinna….), dovendo poi adattare Balotelli ad un ruolo che non è il suo, stessa cosa dicasi per Cruz e lo stesso Ibrahimovic? Non era forse meglio acquistare un trequartista (Diego o Deco), avendone già due in rosa (Jimenez e Stankovic), in maniera tale da risparmiare un’operazione di mercato (le ali acquistate sono due) e giocare sempre con due attaccanti di ruolo (Ibra e Balotelli o Cruz, oppure Leite Ribeiro e Cruz)?Una cosa è certa, con questo schema si fa una fatica boia a segnare, e se da un lato rimane sempre il problema che avevamo anche l’anno scorso, cioè la mancanza di centrocampisti che vanno sistematicamente al tiro, voglio sottolineare come Ibrahimovic sia lasciato sempre più solo là davanti, facendo un tipo di gioco che non ne esalta le caratteristiche e per di più lo sottopone maggiormente a stress fisico. In compenso, pietre preziose come Rivas e Dacourt continuano a guardare i propri compagni di reparto a farsi espellere, mentre di Jimenez,Santon e Bolzoni si sono perse definitivamente le tracce. Così non và.

Il futuro- Come sempre, il futuro è la prossima partita, che ci vede sabato opposti al Bologna, formazione in piena crisi di gioco e risultati. Sarà facile prevedere, perso l’entusiasmo dell’exploit di San Siro din un mese fa, che gli emiliani conduranno una gara simile a quella contro il Lecce, alla ricerca di un serenità e punti che mancano da quattro giornate. L’Inter dovrà necessariamente rivedere qualcosa, e dalla partita di sabato possiamo e dobbiamo aspettarci un passo in avanti in tutte le direzioni (classifica.gioco,scelte tecniche) se vogliamo allontanarci da un pericoloso vortice tecnico,tattico e gestionale che si sta creando intorno a noi.

L’Inter Di Ieri E L’Inter Di Oggi: Il Confronto


30 Settembre 2008   09:41.25

Scritto Da Riccardo Robotti


Come dicevo nel post pre-derby, Milan-Inter (o Inter-Milan) non è mai una partita come le altre. Pur non avendo perso nulla in termini di classifca (l’Inter è ancora davanti a tutte e principali concorrenti), la partita di domenica ha lasciato il segno a tutti. Ad alcuni, tra cui il sottoscritto, ha fatto emergere perplessità su determinati aspetti tattici e tecnici. Ad altri, comprensibilmente nostalgici della gestione Mancini, vedere quell’Inter così impacciata nel superare la trequarti avversaria ha sortito effetti ancora peggiori. Cerchiamo allora di analizzare sistematicamente l’attuale situazione dell’Inter, servendoci di un confronto con l’ultima Inter di Roberto Mancini, premettendo che in realtà forse sarebbe più opportuno paragonare l’attuale Inter con la prima Inter dello jesino, quella dell’immediato dopo-Zaccheroni per intenderci.

Momento storico- Attualmente l’Inter occupa la terza posizione in campionato, a due lunghezze dalle sorprese Lazio e Napoli, ma la classifica “virtuale” è ben diversa : un punto di vantaggio su Juve e Milan e tre sulla Roma fanno dell’Inter la squadra di vertice che meglio si è approcciata all’inizio del torneo, pur essendo l’unica, e questo non è un alibi, ad aver cambiato gestione tecnica. Il paragone con l’Inter di Mancini  non regge il confronto sul fronte campionato : di questi tempi, l’Inter dello jesino viaggiava a 11 punti, ottenuti attraverso i confronti con Udinese,Empoli,Catania,Livorno e Sampdoria, quella di oggi ha un punto in meno ma si è già tolta uno degli impegni più difficili, il derby “in trasferta”. Vero che l’Inter di Mancini alla sesta di campionato ha sfondato la Roma all’Olimpico e che l’Inter attuale affronterà il Bologna, e quindi queto confronto sarà più completo a fine settimana, ma ora come ora Mourinho è leggermente in testa. Se poi paragoniamo l’avvio in campionato della prima Inter di Mancini con quella attuale, allora non c’è davvero storia. Il confronto è vinto da Mourinho soprattutto sugli altri fronti, cioè supercoppa italiana (vinta, a differenza dell’anno scorso) e Champions (oggi l’Inter è prima nel girone, l’anno scorso era ultima).Facciamo un confronto partita er partita, per chiudere il discorso. Mancini : Inter-Roma 0-1 (supercoppa), Inter-Udinese 1-1, Empoli-Inter 0-2,Inter-Catania 2-0,Livorno-Inter 2-2,Inter-Sampdoria 3-0, Fenerbahce-Inter 1-0. Inter di Mourinho : Inter-Roma 8-7 (supercoppa), Sampdoria-Inter 1-1, Inter-Catania 2-1, Torino-Inter 1-3, Inter-Lecce 1-0,Milan-Inter 1-0, Panathinaikos-Inter 0-2.

Preparazione atletica- Le due Inter sono state preparate in estate in maniera mlto diversa : Mancini, data la stazza atletica dei suoi giocatori, preferiva ritiri in montagna alla base di allunghi e flessioni, in maniera tale da sfruttare al massimo le potenzialità fisiche dei nerazzurri. In questo senso, il “pro” sta certamente nel fatto che una preprazione di questo tipo, molto simile a quella delle “provinciali”, consente un immediato impatto fisico e una maggiore tenuta atletica. Mourinho, invece, ha una filosofia diversa, e anche se è vero che non ha inventato niente, la differenza nella preparazione estiva si è vista eccome : gran parte degli allenamenti era incentrata sul lavoro con il pallone piuttosto che in palestra, e questo tipo di preparazione dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) portare ad un maggior impatto tecnico, basato sulla circolazione del pallone che Mourinho ama chiamare “triangoli in movimento”. Geometrie a parte, il frutto di questo lavoro finora si è visto a tratti, ma il primo tempo di Inter-Roma e la tenuta psico-fisica del debutto in Champions hanno impressionato tutti.

Scelte tecniche- In realtà dobbiamo specificare cosa si intende per scelta tecnica. Partiamo dal mercato : in questo caso, il confronto non può che essere tra la prima Inter di Mancini e quella attuale di Mourinho. Basandoci sul fatto che Moratti al primo anno ha esaudito tutti (o quasi) i desideri dei due tecnici, si rileva in entrambi la propensione a puntare su giocatori fidati, ma mentre Mancini ottenne il blocco Lazio (Stankovic,Mihajlovic,Favalli,Veron), Mourinho ha imposto solo due giocatori (Quaresma,ottenuto, e Lampard,inarrivabile per questa Inter), partendo da una base molto più solida rispetto a quella zaccheroniana. Solo il tempo ci dirà se Muntari,comunque un ripiego, e Quaresma siano stat buoni investimenti, ma vorrei sottolineare come entrambi (coe del resto tutti gli altri allenatori dell’era morattiana) siano stati accontentati solo all’80%, segno che la società vuole sempre imporre l’ultima parola : Mancini dovette accettare l’arrivo di Davids e la partenza di Cannavaro, Mourinho il mancato arrivo di Lampard e le grane Figo-Leite Ribeiro, e forse anche il rinnovo di Jimenez, bocciato da Mancini.

Sul fronte prettamente tecnico è difficile fare un paragone tra Mancini e Mourinho, perchè del primo conosciamo ben quattro anni di gestione, del secondo solo i primi due mesi. Una cosa, però, va sottolineata : già oggi si notano delle differenze sotto il profilo della gestione dei giocatori. Mancini, accusato di avere figli e figliocci in rosa, poneva moltissima attenzione al turnover, tant’è che i giocatori esclusi erano sempre dei “casi umani” (Recoba,Leite Ribeiro,Solari, ecc.) : questo consentiva, avendo una rosa preparata ugualmente sul piano atletico, una maggiore continuità di rendimento, tant’è che spesso ci siamo trovati a dire che nell’Inter manciniana chiunque scendeva in campo era in grdo di offrire il proprio contributo. Da questo punto di vista, non so fino a che punto siua produttivo separare titolari e riserve come sta facendo ora Mourinho : è vero che si evitano a priori disguidi, pericolosi al primo anno di gestione tecnica dato che all’arrivo del nuovo tecnico tutti i ruoli sono stati rimessi in discussione, ma è anche vero che ciò può portare ad una demotivazione delle seconde linee. In questo caso, conta e conterà tantissimo il polso dell’allenatore, che ormai Mancini con il suo modo di porsi nello spogliatoio dopo quattro anni aveva perso, stando alle parole dei diretti interessati. Sarà basilare saper gestire seconde linee che nemmeno il Chelsea poteva offrire, del calibro di Balotelli,Cruz,Materazzi,Figo  e via dicendo. Proprio la gestione tecnica è l’aspetto della nuova Inter che più di tutti mi fa sorgere dei dubbi : perchè non fare giocare Muntari in Grecia? Perchè escludere Balotelli dal derby? Perchè accantonare pietre preziose come Rivas e Dacourt? Perchè elogiare Bolzoni e Santon marginandoli dal gruppo? Perchè insistere con Leite Ribeiro?

Rapporto tecnico-società-stampa- Questo è l’aspetto che pone Mancini in controluce rispetto a Mourinho. Mancini non era più in grado di imporsi a livello societario, e di conseguenza spesso si è trovato a condurre battaglie mediatiche praticamente da solo. Mourinho, data la sua abilità mediatica, non ha nemmeno bisogno dell’appoggio societario : discorsi come quello di sabato sono musica per le nostre orecchie e in fin dei conti era tutto ciò che ci aspettavamo da un tesserato Inter ormai da anni. Non sottovalutiamo questo aspetto, perchè arriveranno tempi anche più difficili di questo, per il quale ci si può ancora parare dietro i risultati ottenuti.

Il futuro- Il futuro è semplicemente, nè più nè meno, domani. Milan-Inter poteva segnare un solco tra noi e le avversarie e invece ha rimesso tutto in discussione, più per il gioco espresso che per il risultato in sè e per sè. Con il Werder, e a partire dal Werder, dovrà essere un’altra Inter.

Tutti Gli Uomini Del Presidente


29 Settembre 2008   17:31.53

Scritto Da Cuore Nerazzurro


“Il Milan ha segnato un gol, noi nessuno. Questa è la storia della partita. Nessuna squadra ha prevalso sull’altra. Dell’arbitro non voglio parla perchè voglio essere in panchina contro il Bologna”. Ecco le parole di Josè Mourinho dopo la partita persa con il Milan.

Ora io non vorrei cadere nel ridicolo e premetto subito che l’Inter ha giocato male anzi malissimo e di certo non meritava di vincere, però non si può non dire che il signor Morganti non ci abbia messo del suo. Nel secondo tempo quasi tutti i falli dei nerazzurri sono stati puniti con il cartellino giallo e molti di questi erano normali falli di gioco. Non ho ancora capito le ammonizioni a Zanetti e a Quaresma, per non parlare poi della prima di Burdisso. Ok la seconda è scrosanta, ma la prima non esiste ne in cielo ne in terra! Gattuso ha commesso falli di quel genere per tutta la partita ed è stato ammonito dopo il quinto fallo, Burdisso al primo. Poi Kakà ha atterrato Quaresma in un paio di occasioni, e non è nemmeno stato ammonito Quaresma alla prima occasione è stato castigato. Non voglio parlare del gol dei rossoneri, perchè il fuorigioco era obiettivamente impossibile da vedere a occhio nudo, però sul rapporto falli/ammonizioni qualcosa che non va c’è. L’Inter quest’anno ha gia subito 3 espulsioni molto dubbie, ma ormai noi siamo abituati a giocare in 10.

Concludo parlando della mini-intervista pre-derby di Berlusconi. “Per vincere serve bravura, fortuna e arbitri”, bhè direi che il presidente del Milan per 2/3 è stato accontentato.

Morganti, Niccolai, Papi e De Marco, tutti uomini del presidente.

Il Ballo Dei Debuttanti


29 Settembre 2008   10:03.51

Scritto Da Riccardo Robotti


La “prima volta” non è mai agevole. Debuttare in un derby, nel derby di ieri sera, è cosa ancora più difficile. Oggi è il giorno del mio debutto sul palcoscenico di cuorenerazzurro, un sito che ha voglia di emergere per diventare un punto di riferimento per il navigatore interista. Mi sarebbe piaciuto cogliere l’occasione di un derby vinto bene, come quelli di manciniana memoria, per elencarvi quella che sarebbe stata la mia linea editoriale ed il mio modo di intendere un sito come cuorenerazzurro, che nasce figuratamente per essere un’isola in grado di offrire asilo a tutti i tifosi nerazzurri (e non). Il debutto me lo sarei immaginato più o meno così. La partita di ieri, purtroppo, ha stravolto i miei piani e i miei sogni di gloria, ha scardinato alcune mie certezze e ha fatto affiorare alcuni dubbi, soprattutto di natura tattica. Per fortuna non sono solo, perchè ieri era anche il giorno del debutto di Mourinho. Non fraintendetemi, intendo il debutto di Mourinho con il grande calcio italiano. Fino a ieri l’inter aveva incontrato Sampdoria,Catania,Torino e Lecce, non certo compagini di altissimo livello in grado di lottare al vertice. Qualcuno può obiettare chel’inter ad agosto ha battuto la Roma, ma la supercoppa italiana, seppur prestigiosa, è più un trofeo da mettere in bacheca che una cartina tornasole della forza delle due partecipanti. Ieri, invece, Mourinho ha debuttato nel calcio che conta, e allora sorvoliamo sui discorsi introduttivi sulla linea editoriale, che intanto scoprirete di giorno in giorno, e andiamo direttamente al sodo, perchè di carne sul fuoco ce n’è davvero tanta.

Partiamo con l’analisi della partita : Mourinho stupisce tutti sin dalla formazione iniziale, schierando a sorpresa Burdisso al posto di Cordoba e promuovendo, a mio avviso inspiegabilmente, Quaresma titolare. Aldilà dei singoli, la scelta tattica non mi sembra più di tanto criticabile : mancando un trequartista puro, in grado di inventare in mezzo al campo, Mourinho sceglie di rimpolpare il centrocampo con due ali in grado di creare superiorità nell’uno contro uno, ma anche di dare una mano ai compagni più arretrati costruendo un vantaggio numerico nella zona nevralgica del campo. Il primo tempo, pur essendo piuttosto noioso sotto il profilo dello spettacolo, tutto sommato è stato affrontato con il giusto piglio : squadra compatta, che rischia pochissimo perchè concede una sola mezza occasione a Ronaldinho nella prima mezz’ora, ma troppo imballata quando la linea del possesso palla saliva nella trequarti avversaria. Ibrahimovic perde troppi palloni e non regala sponde, Mancini è vivace ma quasi sempre inconcludente, Quaresma è un oggetto non identificato che si muove in mezzo al campo. Ne deriva da tutto ciò che solo Maicon emerge nel corso dei minuti, con qualche bella sgroppata e un’incursione pericolosissima che ha portato Ibrahimovic ad essere,con un pizzico di ritardo, a tu per tu con Abbiati. Questa rimarrà, assieme ad un contropiede mal gestito da Ibrahimovic su palla recuperata da Cambiasso nella seconda metà di gara, l’unica azione degna di nota di un’Inter troppo spenta e rinunciataria in fase offensiva. Sul finale di primo tempo, il gol avversario : il fuorigioco di Kakà, millimetrico, dà il via ad una azione che porta Ronaldinho a sovrastare Cambiasso di testa e insaccare il pallone imparabilmente alle spalle di un Julio Cesar già miracoloso al ‘25 (sempre su Ronaldinho,che sfrutta un rimpallo favorevole in area dopo una pregevole azione di Kakà).

Il secondo tempo si apre con la seconda sorpresa della serata : l’assenza di cambi rispetto alla formazione titolare. Confermati tutti, dunque, Balotelli &o. aspettano in panchina il proprio turno. Se l’Inter del primo tempo convince a metà, quella del secondo appare in balìa dell’avversario dal punto di vista tattico : permane la scarsa, per non dire nulla, propositività in avanti, l’azione stagna dietro la linea di metà campo, e l’assenza di un regista costringe i difensori ad inutili lanci lunghi che sono facile preda degli avversari. La manovra, bloccata da un Milan che amministra il vantaggio, assume toni imbarazzanti quando Mourinho, a svariate decine di minuti dalla fine, gioca la doppia carta Cruz-Leite Ribeiro, rinunciando a un difensore (Materazzi), per provare a smuovere qualcosa. Questa sarà la mossa che, seppur vincente pochi giorni prima contro il Lecce, segnerà definitivamente la fine della partita : gioco confusionario, idee astratte, stanchezza che comincia a farsi sentire (un ottimo Vieira del primo tempo crolla sul finale di gara) fino al ‘77, minuto del fattaccio : Burdisso, già ammonito, entra in ritardo su Kakà, prende il secondo giallo e lascia i compagni in dieci. Negli ultimi dieci minuti l’Inter prova a sfondare il muro avversario, senza successo. A pochi secondi dal termine, un cross stupendo di Maicon piazza Leite Ribeiro a pochi metri da Abbiati libero di colpire di testa, ma il centravanti sbaglia clamorosamente come contro il Lecce a metà settimana. In ogni caso una risposta alle precedenti occasioni di Kakà e di Shevchenko che non creano imbarazzi a Julio Cesar. Un intervento scomposto su Leite Ribeiro in area, del tutto simile a quello di Materazzi su Kakà nel primo tempo, fa esplodere il difensore azzurro in panchina, che a fronte di una parola di troppo viene espulso, rimediando una sicura squalifica per la prossima partita di campionato.

A coronare la serata, la gestione mediatica di Mourinho nel dopo-partita : a vederlo e sentirlo, viene da chiedersi dove sia finito quell’uomo spavaldo che sabato aveva incantato a parole tutti i tifosi interisti. Dice di non volersi lamentare della terna arbitrale (oggettivamente criticabile sotto il profilo della gestione dei cartellini) ma lancia qualche frecciatina, per fortuna senza lamentarsi di un fuorigioco che c’è  e non c’è. Fa i complimenti al Milan, meritati, ma non pone l’accento su particolari questioni tecniche e tattiche, su tutte l’ennesima bocciatura di Balotelli, che se non altro ieri con qualche punizione avrebbe potuto creare qualche pericolo alla difesa avversaria.

Lo dicevo qualche giorno fa, Milan e Werder sono le due partite della verità, i due incontri che possono farci capire molte cose, anche se non tutto, di Mourinho e dell’Inter che verrà. Se il buon giorno si vede dal mattino, i segnali non sono confortanti, non tanto per il risultato (ci sta perdere un derby…) quanto per alcuni dubbi tecnici e tattici che sono affiorati nei 90 minuti di ieri sera. Tra due giorni arriva il Werder, che deve recuperare i due punti persi contro il Famagosta e dunque non baderà a calcoli, cosiccome mi auguro non lo faccia l’Inter, dalla quale non possiamo aspettarci che non perda più partite importanti,ma di certo possiamo pretendere che non si verifichino più situazioni di naufragio tattico come quello di ieri sera.

Milan-Inter: Le Pagelle


28 Settembre 2008   23:22.03

Scritto Da Riccardo Robotti


Julio Cesar : il migliore in campo per l’inter. Se la barca non affonda è soprattutto (se non solo) merito suo.    Incolpevole sul gol di Ronaldinho. Voto 8

Maicon : dei quattro di difesa è quello che emerge maggiormente, anche se in avvio è troppo timido. Nel finale mette in porta Leite Ribeiro con una vera trivela. Voto 6,5

Burdisso : fino all’espulsione vince il confronto con Materazzi, poi l’ennesima sciocchezza. Siamo alle solite : buonissimo difensore, ma a certi livelli la testa conta parecchio. Indirizza negativamente una partita che già non era messa su buoni binari. Voto 5

Materazzi : soffre in velocità e in fisicità, rischiando due rigori (uno piuttosto evidente) e un’espulsione, che poi rimedia comunque una volta seduto in panchina. Pessimo anche da spettatore di lusso, per lui non è serata. Voto 4

Chivu : difende con ordine, ma si limita a fare il compitino, cosa che in partite come questa non è sufficiente, soprattutto se il resto della squadra è quello che abbiamo visto. Voto 5,5

Zanetti : a tratti sembra assente dal campo, sia in fase offensiva che difensiva, seppur l’inizio di partita sia stato confortante con un paio di palloni reuperati e ben difesi. Siamo lontanissimi dal miglior Zanetti, purtroppo già da qualche settimana, e non solo per colpa sua (si pensi a Muntari). Voto 5

Cambiasso : non esalta, ma se l’inter avesse giocato complessivamente in maniera proporzionale all’argentino, probabilmente non ci sarebbe stato il naufragio tecnico-tattico del secondo tempo. Voto 6

Vieira : un primo tempo da primo della classe, nella seconda metà si dissolve con il resto della squadra. Il Vieira del primo tempo, però, è una delle poche note positive della serata. Sul gol, manca la sua presenza fisica in area di rigore, e Cambiasso non è la stessa cosa. Voto 6

Mancini : nella prima parte di gara è l’unico che prova a cambiare il ritmo di gioco, cercando il dialogo con i compagni con insistenza. Non riesce però mai ad incidere significativamente nel match. Voto 5

Quaresma : finora è il punto interrogativo dell’era Mourinho: inutile in zona difensiva, figuriamoci in quella difensiva. Il fatto che la sua partita sia condita da gesti tecnici inutili ed irritanti lo rende il peggiore della partita, perchè a differenza di Materazzi e Burdisso delude le aspettative. Voto 4

Ibrahimovic : troppo isolato là davanti, perchè le due ali fanno poco filtro tra lui ed il centrocampo, ma è anche vero che non arretra mai per cercare il pallone. E’ l’unico a rendersi pericoloso, anche se con soluzioni al di sotto dei suoi standard. Voto 5,5

Leite Ribeiro : il gol che si divora a fine partita vale da solo l’insufficienza, aldilà di ogni discorso tecnico. Voto 5

Cruz : non può sempre risolvere il match, soprattutto se ci si ostina a farlo giocare in tutti i ruoli tranne il suo. Tocca pochi palloni e appare spaesato. Voto 5,5

Stankovic : s.v.

Mourinho : inversamente proporzionale a quanto è stato abile a surriscaldare la partita con pensieri condivisibili. Il suo 4-3-2-1 non funziona mai, perchè le due ali sono ingabbiate dall’ottimo lavoro di Zambrotta e Jankulovski e prim’ancora di Gattuso e Ambrosini. Tutto sommato la squadra regge nel primo tempo, ma nel secondo affonda assieme alla sua ostinazione nel tenere le due ali e nel bocciare sistematicamente Balotelli, salvo poi stravolgere completamente il senso tattico della partita quando i minuti restanti consentivano cambiamenti meno radicali e più ponderati. Evidentemente dovrà mettersi a cercare qualcosa di alternativo rispetto allo schema “metto più attaccanti possibili là davanti e faccio buttare la palla in mezzo”. Voto 4

Terna arbitrale : il gol nasce da una posizione molto dubbia di Kakà. Vengono negati due rigori solari, uno per parte. La gestione dei cartellini è discutibile, ma l’espulsione di Burdisso ci sta tutta. Il match, anche se spigoloso, scivola via senza troppi intoppi comportamentali. Voto 5

A domani per l’analisi tecnica, sperando che la notte porti consiglio a tutti quanti…

Il Derby è…


28 Settembre 2008   16:39.55

Scritto Da Riccardo Robotti


Il derby è una partita che ti senti dentro: la pragmatica ti dice che sono solo punti in classifica,come una qualsiasi alra partita, ma sai che non è così.

Il derby è un fiume di emozioni.

Il derby è una battuta di Peppino Prisco all’antivigilia.

Il derby è uno stacco in cielo di Zamorano, o un tiro al volo di Nicolino Berti.

Il derby è un gol, quello della vittoria, al novantesimo, come quello dell’Imperatore.

Il derby è una parata di ginocchio di Abbiati che spegne ogni fantasia.

Il derby è vedere Ronaldo salire in paradiso e accarezzare il pallone che scavalca il portiere.

Il derby è vedere Ronaldo dieci anni più tardi segnare nella tua porta e rispondere ai tuoi fischi.

Il derby è Simeone che segna dopo una sgroppata di cinquanta metri.

Il derby è il sesto gol loro, tanto quanto una papera di Dida.

Il derby è l’espulsione di Materazzi dopo il quarto gol ai cugini.

Il derby è Ibrahimovic che salta Nesta e trafigge Dida, oppure Cruz che risponde al Ronaldo rossonero.

Il derby è la corsa di Stankovic verso Roberto Mancini.

Attimi,frazioni di secondo che rimangono nella mente.

Emozioni, dolci e amare, che rimangono nel cuore.

Milan-Inter,Inter-Milan,una storia infinita,un racconto in cui tutti per una volta sono protagonisti : allenatori, giocatori e persino ognuno di noi, ciascuno a suo modo, tutti quanti hanno scritto,scrivono e scriveranno in questo libro la propria pagina.

Io questa sera lo farò, magari provando a imitare un’esultanza di Martins se l’Inter segna, oppure correndo ad abbracciare gli altri interisti proprio come Stankovic fece con Mancini.

Aprite cuore e mente, ragazzi, stasera si gioca.

Stasera, nel bene e nel male, scriviamo un’altra pagina…

E Segna Sempre Il Cruz!


25 Settembre 2008   15:47.31

Scritto Da Cuore Nerazzurro


Non c’è nulla da fare, Julio Ricardo Cruz è indubbiamente l’attaccante di scorta più forte del mondo. E’ stato lui infatti ieri sera, ha decidere le sorti di Inter-Lecce una partita dominata tatticamente e territorialmente dai nerazzurri. Le statistiche parlano chiaro, possesso palla: Inter 70% Lecce 30%. Pur dominando dall’inizio alla fine della partita, l’Inter però non ha creato molte azioni pericolose come ha invece fatto contro il Torino. Forse l’azione più bella della serata è stata quella dove Zlatan Ibrahimovic, ha preso una traversa in pieno con un tiro da 30 metri su calcio di punizione. Il muro difensivo costruito da Beretta, che si conferma ancora una volta un buon allenatore, è riuscito nel primo tempo a fermare tutte le azioni dei nerazzurri ed è per questo che Josè Mourinho ha inserito Maicon e Quaresma al posto di Vieira, poco incisivo, e di Stankovic, acciaccato. Con l’ingresso delle due fasce, i nerazzurri riescono a creare qualcosa di più, ma la retroguardia salentina continua a resistere bene.

Ecco allora la mossa disperata di Mourinho, l’ingresso di un’altra punta. Il portoghese è stato un cecchino per due motivi, 1 perchè ha capito che pur sacrificando un difensore per un attaccante non avrebbe rischiato grossi danni, visto che gli 11 uomini del Lecce stavano nella loro metà campo, 2 perchè l’attaccante era Julio Cruz. A questo punto l’Inter si trova in campo con 3 attaccanti di ruolo e 2 fasce offensive. La mossa di Mourinho si rivela giusta, visto che Cruz, su assist del solito Ibra, punisce i pugliesi con un tiro potente dai 20 metri. Inter-Lecce 1-0 e i nerazzurri diventano i primi della classe con 10 punti. Ora tocca al Milan, ora c’è il derby.

Serata speciale quella di ieri sera, per Josè Mourinho e Javier Zanetti. Il portoghese ha festeggiato il suo record personale di 100 partite giocate consecutivamente in casa senza perdere, mentre il nostro grande capitano ha raggiunto il traguardo delle 600 presenze con l’inter. Davanti a lui solo due bestie sacre nerazzurre, Giuseppe Bergomi (758 presenze) e Giacinto Facchetti (634 presenze). Grande Capitano!!!

PAGELLE

Il Migliore: Cruz 8 Il suo gol ci porta i 3 punti, ci fa volare primi in classifica e ci fa presentare al derby con il morale alle stelle. Unico.

Il Peggiore: Stankovic 5.5 Non è più il drago di una volta, sarà che è fuori forma ma è un altro giocatore. Peccato.

ALTRI VOTI

Julio Cesar 7, Zanetti 6.5, Burdisso 6.5, Cordoba 6.5, Chivu 6, Vieira 6, Cambiasso 7.5, Mancini 6.5, Ibrahimovic 7, Adriano 6, Maicon 6.5, Quaresma 6.5.