Su segnalazione di un attento utente, quest’oggi ho dato una lettura all’articolo di Franco Rossi pubblicato sul suo sito. Di solito non mi piace parlare di altri se non in positivo, ma per una volta posso anche permettermi il lusso di voltare le spalle ai miei principi, un po’ perchè il personaggio di cui sto parlando lo fa quasi quotidianamente e un po’ perchè posso assicurare che questa è la classica eccezione che conferma la regola. Chi mi ha seguito precedentemente sul sito iostoconmancini sa benissimo quale sia la mia filosofia, e per chi non la conoscesse potrei riassumerla in un fondato spirito anti-mediaset, laddove per anti-mediaset intendo la dissociazione etica,spirituale e professionale da un certo modo di fare e proporre giornalismo.
Premetto anzitutto una cosa : se mi smouvo per Franco Rossi è perchè nel panorama giornalistico italiano lo ritengo di gran lunga il migliore tra i giornalisti dal volto noto, dunque escludendo penne raffinatissime come Stefano Olivari e lo stesso Simone Nicoletti rimanendo strettamente in casa interista. Non scriverò mai dunque una riga per il Nando Sanvito di turno, perchè quella categoria di giornalisti, che mi risulta difficile ritenere tali, è beninserita in un sistema nel quale loro sono dei meri esecutori di ordini altrui, impartiti con una architettura ben strutturata in tutti isuoi rami e funzionale ad uno scopo preciso, cioè quello di proteggere certi interessi manovrando l’informazione sempre su lidi alternativi, motivo per cui dell’Inter si (s)parla molto e di altri si tace occultamente.
Spesso infatti mi è capitato di chiedermi cosa sarebbe successo se l’Inter avesse acquistato e gestito Emerson nel modo in cui sta facendo il Milan, oppure cosa sarebbe successo se il Panucci di turno schiaffeggiava l’Aquilani di passaggio, oppure se l’Inter fosse diventata matta per riuscire a non vendere un giocatore richiesto da più società, facendosi quasi ricattare come la Juventus ha fatto con Tiago. Quasi sempre la risposta è questa : sarebbe stato un autentico macello mediatico. Perchè questa convinzione? Molto semplice, basta avere un pizzico di obiettività per notare una palese disparità di trattamento, che va dallo scoop su gatti investiti alla Pinetina fino ad arrivare alle penose imitazioni domenicali di Moratti e Mourinho a Guida al Campionato (mai una volta ho visto imitare il datore di lavoro Berlusconi però…).
Franco Rossi si è quasi sempre distinto da tutto questo : non si è mai fatto mettere dentro a un pentolone fumante per sparare bombe di mercato, non ha mai tirato fuori pendolini magici e nemmeno si è mai ritrovato a spostare centimetri in più o in meno di fuorigioco al moviolone del lunedì su ordine di alcuni dirigenti di note società calcistiche. A quanto pare, non ha nemmeno mai concordato titoli, quindi per me si è sempre salvato dalla spazzatura in cui riversa il giornalismo sportivo (e non solo) italiano. Una spazzatura piena di sottoposizione, servilismo, nichilismo.
Ultimamente però non si è potuto non notare un cambiamnto radicale nella linea editoriale del signor Rossi, che ha intrapreso una marcata filosofia anti-morattiana, riscontrabile in un qualsiasi suo articolo, a partire dall’esonero dell’amico Roberto Mancini. Moratti è stato accusato di aver fatto uscire la storia del sarto volontariamente e in prima persona, di essersi accordato tempo prima con Mourinho (e qualcuno dovrebbe poi spiegarmi cosa ci sarebbe di male) ed è arrivato persino ad insinuare (solo insinuare, è bene specifiarlo) che Moratti e Tronchetti Provera siano stati gli artefici di Calciopoli in quanto motore del sistema di intercettazioni telefoniche, ignorando ogni prassi procedurale garantita nel nostro ordinamento giuridico, fino ad arrivare alla vigilia di una partita importante a insinuare illeciti sportivi e cene private tra Moratti e un arbitro internazionale in occasione di un Lione-Inter di dieci anni prima.
Tutto ok, a patto di portare prove tangibili, altrimenti bisognerebbe credere sempe sulla parola, e ovviamente a patto che questo fortissimo spirito di indagine sia indirizzato anche ad altre persone, magari proprio quelle che attraverso i propri programmi televisivi hanno concesso visibilità e non di menno sponsorizzano ancora oggi il suo sito. Altrimenti all’utente medio sorgono dei seri dubbi sulla credibilità di un giornalista di questo tipo, soprattutto dopo che in data 1 ottobre 2008, tra le ore 20.35 e 20.45 (cioè poco prima del calcio di inizio di Inter-Werder) vengono pronunciate le seguenti frasi, riportate testualmente (le registrazioni lo possono tranquillamente confermare) : “Perchè l’Inter non ha comprato Kakà?”, “Mourinho in Italia è uno special two”, “Io ho frequentato allenatori di ben altro spessore”, “Se a Mourinho non piacciono le critiche deve fare un altro lavoro”, “Mourinho non sa che cos’è il calcio”.
Stranamente, frasi di questo tipo non venivano mai pronunciate quando il signor Rossi conduceva un programma su Inter Channel, “Io sarò Franco”. Altrettanto stranamente, una certa linea editoriale è stata intrapresa da quando sono state offerte ospitate nei programmi Mediaset. Sta all’interista medio decidere con chi stare, se con blog davvero indipendenti e esclusi da interessi economici specifici, oppure con programmi televisivi prodotti direttamente o indirettamente (attrraverso la gestione pubblicitaria) da personaggi che si ha addirittura il timore di nominare in articoli come questo tanta è la loro potenza, e tanto più siete perfettamente liberi di scegliere l’informazione davvero libera da quella forse solo apparentemente free lance. Del resto, lui si è sempre dichiarato “disposto a tutto, anche a scrivere la verità”…un chiaro avvertimento per i suoi utenti.
Il sito rimane comunque a disposizione del sig.Franco Rossi, nel caso volesse intervenire per chiarire meglio la sua posizione, nella costruzione di un dibattito impostato sulla civiltà, la correttezza e la libertà di opinione, principi che sono sempre stati alla base di questo blog.