Come dicevo nel post pre-derby, Milan-Inter (o Inter-Milan) non è mai una partita come le altre. Pur non avendo perso nulla in termini di classifca (l’Inter è ancora davanti a tutte e principali concorrenti), la partita di domenica ha lasciato il segno a tutti. Ad alcuni, tra cui il sottoscritto, ha fatto emergere perplessità su determinati aspetti tattici e tecnici. Ad altri, comprensibilmente nostalgici della gestione Mancini, vedere quell’Inter così impacciata nel superare la trequarti avversaria ha sortito effetti ancora peggiori. Cerchiamo allora di analizzare sistematicamente l’attuale situazione dell’Inter, servendoci di un confronto con l’ultima Inter di Roberto Mancini, premettendo che in realtà forse sarebbe più opportuno paragonare l’attuale Inter con la prima Inter dello jesino, quella dell’immediato dopo-Zaccheroni per intenderci.
Momento storico- Attualmente l’Inter occupa la terza posizione in campionato, a due lunghezze dalle sorprese Lazio e Napoli, ma la classifica “virtuale” è ben diversa : un punto di vantaggio su Juve e Milan e tre sulla Roma fanno dell’Inter la squadra di vertice che meglio si è approcciata all’inizio del torneo, pur essendo l’unica, e questo non è un alibi, ad aver cambiato gestione tecnica. Il paragone con l’Inter di Mancini non regge il confronto sul fronte campionato : di questi tempi, l’Inter dello jesino viaggiava a 11 punti, ottenuti attraverso i confronti con Udinese,Empoli,Catania,Livorno e Sampdoria, quella di oggi ha un punto in meno ma si è già tolta uno degli impegni più difficili, il derby “in trasferta”. Vero che l’Inter di Mancini alla sesta di campionato ha sfondato la Roma all’Olimpico e che l’Inter attuale affronterà il Bologna, e quindi queto confronto sarà più completo a fine settimana, ma ora come ora Mourinho è leggermente in testa. Se poi paragoniamo l’avvio in campionato della prima Inter di Mancini con quella attuale, allora non c’è davvero storia. Il confronto è vinto da Mourinho soprattutto sugli altri fronti, cioè supercoppa italiana (vinta, a differenza dell’anno scorso) e Champions (oggi l’Inter è prima nel girone, l’anno scorso era ultima).Facciamo un confronto partita er partita, per chiudere il discorso. Mancini : Inter-Roma 0-1 (supercoppa), Inter-Udinese 1-1, Empoli-Inter 0-2,Inter-Catania 2-0,Livorno-Inter 2-2,Inter-Sampdoria 3-0, Fenerbahce-Inter 1-0. Inter di Mourinho : Inter-Roma 8-7 (supercoppa), Sampdoria-Inter 1-1, Inter-Catania 2-1, Torino-Inter 1-3, Inter-Lecce 1-0,Milan-Inter 1-0, Panathinaikos-Inter 0-2.
Preparazione atletica- Le due Inter sono state preparate in estate in maniera mlto diversa : Mancini, data la stazza atletica dei suoi giocatori, preferiva ritiri in montagna alla base di allunghi e flessioni, in maniera tale da sfruttare al massimo le potenzialità fisiche dei nerazzurri. In questo senso, il “pro” sta certamente nel fatto che una preprazione di questo tipo, molto simile a quella delle “provinciali”, consente un immediato impatto fisico e una maggiore tenuta atletica. Mourinho, invece, ha una filosofia diversa, e anche se è vero che non ha inventato niente, la differenza nella preparazione estiva si è vista eccome : gran parte degli allenamenti era incentrata sul lavoro con il pallone piuttosto che in palestra, e questo tipo di preparazione dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) portare ad un maggior impatto tecnico, basato sulla circolazione del pallone che Mourinho ama chiamare “triangoli in movimento”. Geometrie a parte, il frutto di questo lavoro finora si è visto a tratti, ma il primo tempo di Inter-Roma e la tenuta psico-fisica del debutto in Champions hanno impressionato tutti.
Scelte tecniche- In realtà dobbiamo specificare cosa si intende per scelta tecnica. Partiamo dal mercato : in questo caso, il confronto non può che essere tra la prima Inter di Mancini e quella attuale di Mourinho. Basandoci sul fatto che Moratti al primo anno ha esaudito tutti (o quasi) i desideri dei due tecnici, si rileva in entrambi la propensione a puntare su giocatori fidati, ma mentre Mancini ottenne il blocco Lazio (Stankovic,Mihajlovic,Favalli,Veron), Mourinho ha imposto solo due giocatori (Quaresma,ottenuto, e Lampard,inarrivabile per questa Inter), partendo da una base molto più solida rispetto a quella zaccheroniana. Solo il tempo ci dirà se Muntari,comunque un ripiego, e Quaresma siano stat buoni investimenti, ma vorrei sottolineare come entrambi (coe del resto tutti gli altri allenatori dell’era morattiana) siano stati accontentati solo all’80%, segno che la società vuole sempre imporre l’ultima parola : Mancini dovette accettare l’arrivo di Davids e la partenza di Cannavaro, Mourinho il mancato arrivo di Lampard e le grane Figo-Leite Ribeiro, e forse anche il rinnovo di Jimenez, bocciato da Mancini.
Sul fronte prettamente tecnico è difficile fare un paragone tra Mancini e Mourinho, perchè del primo conosciamo ben quattro anni di gestione, del secondo solo i primi due mesi. Una cosa, però, va sottolineata : già oggi si notano delle differenze sotto il profilo della gestione dei giocatori. Mancini, accusato di avere figli e figliocci in rosa, poneva moltissima attenzione al turnover, tant’è che i giocatori esclusi erano sempre dei “casi umani” (Recoba,Leite Ribeiro,Solari, ecc.) : questo consentiva, avendo una rosa preparata ugualmente sul piano atletico, una maggiore continuità di rendimento, tant’è che spesso ci siamo trovati a dire che nell’Inter manciniana chiunque scendeva in campo era in grdo di offrire il proprio contributo. Da questo punto di vista, non so fino a che punto siua produttivo separare titolari e riserve come sta facendo ora Mourinho : è vero che si evitano a priori disguidi, pericolosi al primo anno di gestione tecnica dato che all’arrivo del nuovo tecnico tutti i ruoli sono stati rimessi in discussione, ma è anche vero che ciò può portare ad una demotivazione delle seconde linee. In questo caso, conta e conterà tantissimo il polso dell’allenatore, che ormai Mancini con il suo modo di porsi nello spogliatoio dopo quattro anni aveva perso, stando alle parole dei diretti interessati. Sarà basilare saper gestire seconde linee che nemmeno il Chelsea poteva offrire, del calibro di Balotelli,Cruz,Materazzi,Figo e via dicendo. Proprio la gestione tecnica è l’aspetto della nuova Inter che più di tutti mi fa sorgere dei dubbi : perchè non fare giocare Muntari in Grecia? Perchè escludere Balotelli dal derby? Perchè accantonare pietre preziose come Rivas e Dacourt? Perchè elogiare Bolzoni e Santon marginandoli dal gruppo? Perchè insistere con Leite Ribeiro?
Rapporto tecnico-società-stampa- Questo è l’aspetto che pone Mancini in controluce rispetto a Mourinho. Mancini non era più in grado di imporsi a livello societario, e di conseguenza spesso si è trovato a condurre battaglie mediatiche praticamente da solo. Mourinho, data la sua abilità mediatica, non ha nemmeno bisogno dell’appoggio societario : discorsi come quello di sabato sono musica per le nostre orecchie e in fin dei conti era tutto ciò che ci aspettavamo da un tesserato Inter ormai da anni. Non sottovalutiamo questo aspetto, perchè arriveranno tempi anche più difficili di questo, per il quale ci si può ancora parare dietro i risultati ottenuti.
Il futuro- Il futuro è semplicemente, nè più nè meno, domani. Milan-Inter poteva segnare un solco tra noi e le avversarie e invece ha rimesso tutto in discussione, più per il gioco espresso che per il risultato in sè e per sè. Con il Werder, e a partire dal Werder, dovrà essere un’altra Inter.