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Inter-Genoa è stata una partita di centrale importanza, anche se il risultato non è stato particolarmete favorevole, considerando le vittorie di Milan e Juventus, le vere antagoniste per lo scudetto. Un pareggio, seppur in casa, contro una delle formazioni più in forma del momento (complici la pausa per le nazionali e la assenza dalle competizioni europee), non è proprio da buttare via. Dopo svariati mesi di nuova gestione, però, non ci si può più parare dietro le statistiche, comportandosi come chi, anche e non solo in Società, continua a difendere il progetto solo ed esclusivamente sulla base di numeri. E’ vero, l’Inter è prima sia in Italia, con un punto di vantaggio sul Milan e cinque sulla Juventus, ed è prima nel girone di Champions, ma i discorsi e le analisi devono essere più approfondite, e bisogna farlo adesso perchè c’è tempo e modo per migliorare.
Episodi- Mourinho fu il primo, già nella conferenza stampa, a parlare in un perfetto italiano di episodi o dettagli come la componente che fa la differenza nel calcio. Niente di più vero, perchè già il primo trofeo nazionale, la Supercoppa Italiana, è stato ottenuto sulla base di un episodio, il rigore sbagliato dallo specialista Totti. Anche il sorteggio del girone di Champions è considerato un episodio, e gli avversari sorteggiati non sono di certo temibili per una compagine che mira a vincere tutto, in Italia ed in Europa. Di tutti questi episodi l’Inter ha beneficiato, e Mourinho dovrebbe esserne consapevole.
Statistiche e realtà - Leggendo i numeri, verrebbe da dire che non esistono problemi, e dunque tutte queste analisi cadrebbero nel nulla. In realtà, se vogliamo leggere le carte all’Inter, per capire cosa può riservare il futuro più immediato, non si può non considerare il modo attraverso il quale l’Inter è giunta a cogliere i suoi primi risultati. Ed è proprio da un’analisi di questo tipo che emergono dati interessanti.
Avversari - Anzitutto parliamo degli avversari. L’Inter finora ha incontrato nel suo percorso solo una avversaria per lo scudetto, e ha perso in maniera più larga di quanto possa dire uno striminzito 1-0. Nel derby, infatti, si è potuta misurare per la prima volta l’impatto tattico e tecnico del nuovo corso, e la superiorità del Milan, soprattutto nel secondo tempo, è stata piuttosto netta. Per il resto l’Inter ha affrontato squadre di medio bassa levatura, includendo pure una Roma in piena crisi ed in cerca di una nuova identità. La peggiore Samp ed il peggior Toro di sempre hanno fruttato 4 punti su 6, e le partite interne con il Catania ma soprattutto con il Lecce hanno evidenziato che l’Inter soffre terribilmente le squadre che tendono a chiudersi, come del resto l’Anorthosis in Champions. In tutti questi casi sono stati gli episodi, i dettagli, a fare la differenza : le autoreti catanesi, il gol di Cruz a pochi minuti dalla fine, l’incornata di Leite Ribeiro ad una manciata di secondi dalla fine del primo tempo, hanno permesso di sorvolare su problemi che esistono e devono essere risolti, compito che spetterà a Mourinho e al suo staff.
Risorse umane - Altro dato singolare è la gestione delle risorse umane : tagliati fuori dal progetto giocatori preziosi come Dacourt,Crespo e Bolzoni, e confinati talenti come Balotelli e Mancini, includendo poi perenni infortunati come Vieira,Figo,Jimenez e Samuel, l’Inter non ha praticamente mai fatto turnover, la più preziosa risorsa tecnica della precedente gestione Mancini (Roberto). Giocano sempre gli stessi, insomma, e se ciò da un lato può essere un vantaggio (c’è più ordine nello spogliatoio), non si può non considerare il fatto che certi giocatori, magari più sensibili di altri alle scelte tecniche, possono soffrire questa situazione come un’esclusione, e inserirli a partita in corso e fuori ruolo certamente non agevola la loro condizione psico-fisica. Senza contare, ovviamente, il logorìo di chi scende continuamente in campo.
Scelte societarie - Sarà che l’Inter vincerà tutto e dunque a fine stagione verrò etichettato nella maniera peggiore possibile, ma di questo progetto c’è una cosa che più di tutte mi sta lasciando perplesso : la costruzione della rosa : se il modulo prescelto dal nuovo allenatore prevede due ali di grande dispendio fisico (perchè in realtà sono centrocampisti aggiunti) ed una punta-boa davanti, perchè costruire un attacco con solo due ali in rosa (Figo non va contato perchè, con la sua età, non garantisce il dispendio energetico richiesto dal tecnico) e ben sei punte centrali? Quello cui stiamo assistendo è un finto turnover : l’idea di base è far giocare Mancini e Quaresma dietro a Ibra, e per far riposare i primi due si utilizzano a turno attaccanti che ali non sono, confermando Ibra là davanti sempre e comunque perchè Mourinho non è così poco avveduto da non capire che lo svedese finora ha tolto tantissime castagne dal fuoco,e in questo momento le castagne sono molte ed il fuoco avanza.
Mourinho e mercato - La sensazione è che a gennaio qualcosa debba essere fatto, magari liberandosi di qualche punta di troppo in favore di giocatori più legati al ruolo di esterno e magari più completi, faccio i nomi di Di Maria e Santana. Sta di fatto che dei nuovi arrivati nessuno ha ancora convinto appieno : Mancini è partito bene poi è calato vistosamente, Muntari ha seguito il percorso opposto e Quaresma, la vera scommessa di Mourinho, finora ha toppato clamorosamente, più di Ronaldinho e Shevchenko al Milan che qualche partita l’hanno risolta. Un mercato che non ha esaltato il pubblico e che finora ha reso poco, perchè la carretta è tirata avanti dai soliti Maicon,J.Cesar,Cambiasso e soprattutto Ibrahimovic. Nessuno ha mai pensato se, per una pura casualità, un dettaglio come Mourinho lo definisce, il ginocchio di Ibra fosse stato da operare, dove sarebbe oggi l’Inter?
Le scelte tecniche - Ciò che fa discutere della nuova gestione rimane soprattutto l’aspetto tecnico : Crespo in fascia sinistra, Balotelli terzino sinistro, Cruz (ieri pesantemente insultato dal tecnico) regista basso, Obinna fascia destra sono scelte discutibili indipendentemente dal risultato , e condizionate dalle lacune d’organico parametrate al modulo prescelto (due ali e sei punte per un modulo a due ali e una punta, è evidente la sproporzione). Tanto per far giocare gli uomini fuori ruolo, perchè non provar soluzioni più consone come Maicon ala, sgravato da compiti difensivi oppure Chivu davanti alla difesa o sinistro dei tre di centrocampo? Anche Mancini faceva giocare qualche uomo fuori ruolo (Maxwell a centrocampo o Burdisso a centrocampo), ma il filo logico era quello dell’emergenza : ieri, ad esempio, c’era Amantino a disposizione e invece è stato messo Obinna ala destra, perchè ?
Ostracismo di Mou - L’idea che si ha in questi mesi è quella di un personaggio che scivola sulle problematiche a volte contraddicendosi paurosamente. Nella prima conferenza stampa parla da catalizzatore di attenzione, poi alla prima difficoltà manda Baresi al patibolo. Nella prima conferenza stampa parla di triangoli dinamici, empatia tattica, mezzepunte e centravanti, numeri di giocatori in rosa, poi con il passare delle giornate si espone sempre meno, fino ad arrivare all’assurdo : “Non voglio parlare di tattica”. Verrebbe da chiedersi allora cosa ci stia a fare davanti alle telecamere. Nelle ultime settimane ha precisato che ha già dei progetti futuri, e ieri si è messo ad insultare i propri giocatori, scaricando su di loro la colpa a fine partita. Dov’è finito quell’uomo che prometteva di ergersi a muro parando i propri giocatori da tutto e tutti? La frase “Chi non mi conosce mi conoscerà martedì quando farò le convocazioni”, pur essendo dura, è un frase che deve essere detta lontano dalle telecamere, a spogliatoio chiuso, a quattr’occhi. Non mi piace come stile e non lo approvo, perchè comunque vada non si deve insultare nessuno e soprattutto non si deve bocciare chi gioca perennemente fuori ruolo senza una chance di poter fare ciò che si sa fare meglio. La frase rivolta a Cruz,Obinna e Balotelli, gettati in una mischia che Mourinho stesso ha cercato perchè non ha saputo leggere le mosse dell’avversario, sa tanto di una rivalsa da asilo nido, simile a quelle che portarono alla bocciatura di Wright-Phillips, Shevchenko e Malouda nel Chelsea. Con la differenza che in Inghilterra appariva come il santo protettore della società, quì invece finora ha fatto lo scarica barile, pur non avendo ancora fatto vedere in concreto le sue idee tecniche e tattiche, non mi si dica che la sua idea è quella di mettere tutti gli attaccanti dentro sperando che facciano gol.
Video - ecco il video della sua intervista a Mediaset, ognuno giudichi con i suoi occhi e le sue orecchie
http://www.sportmediaset.it/calcio/video/video2327.shtml