In pochi mesi ha scalato le vette del clacio italiano. Ha fatto parlare di sè, sempre, dal primo minuto in cui ha calcato i cami della serie A. E’ stato giudicato, insultato, sottovalutato e sopravvalutato. Di lui molti dicono un gran bene, altri dicono un gran male. Di fatto, è un personaggio che dentro e fuori dal campo riesce sempre a far parlare di sè. Del resto, un ragazzo che a 17 anni si proclama il nuovo Ronaldo non può che catalizzare l’attenzione di tutti, soprattutto in un momento storico che ricorda molto la fase pioneristica dei ricercatori di oro, dove le pepite sono ragazzini da lanciare contro i giganti del calcio europeo. Di lui un grandissimo allenatore non poco tempo fa disse :”Questo diventa tutto o niente”. Fu poi lo stesso allenatore a farlo esordire in coppa Italia ed in serie A. Da uno che può diventare tutto o niente puoi aspettarti di tutto, e infatti da subito sono stati fuochi d’artificio. In poche settimane la squadra gli ha affidato il compito di battere i calci da fermo. In pochi mesi, assente Ibra, ha trascinato l’Inter in coppia con Cruz fino al magico pomeriggio di Parma. Nel mezzo, una doppietta alla Juve in coppa Italia, giusto per attrarre ancora più simpatie se ce ne fosse stato bisogno.
Mario Balotelli è un giocatore completo : destro,sinistro,colpo di testa,tiro al volo,tiro da fermo,velocità e movimento sono le sue principali doti. Un unico neo, ineluttabile : la saggezza tattica. Sotto questo profilo il ragazzo deve ancora crescere, e molto. Rimane comunque la più grande promessa sul panorama calcistico nazionale, insieme allo juventino Giovinco. Mancini con lui ha svolto un importantissimo lavoro psicologico e tattico, ottenendo ottimi risultati se teniamo conto dell’età del ragazzo, ad oggi appena maggiorenne. Calcisticamente mi ricorda molto due giocatori dai destini molto diversi : Henry e Kluivert, più il primo che il secondo a dirla tutta.
Solo il tempo dirà chi ha ragione, ma per il bene dell’Inter e della Nazionale mi auguro che questo straordinario talento possa diventare un campione di livello assoluto, anche perchè a ben guardarlo per doti tecniche e caratteriali ne ha tutte le potenzialità.
A quanto pare, il ragazzo ha dei limiti comportamentali, quindi per una sua completa maturazione è necessario un grande lavoro psicologico da parte del mister di turno. Con l’arrivo di Mourinho si pensava di aver trovato il top per il ragazzo : manager che non guarda in faccia nessuno, non tiene conto dell’età (e infatti a parole elogia pubblicamente Santon), ritenuto da tutti un grandissimo motivatore.
L’inizio è scoppiettante : alla prima partita ufficiale, in supercoppa italiana, entra e segna il gol del (secondo) vantaggio, poi prende per mano l’Inter nei tempi supplementari e infine segna uno dei rigori decisivi per la conquista del trofeo. Meglio, partendo dalla panchina, non si poteva davvero fare. Fioccano titoli e articoli su di lui, tanto da indignare il navigato ct della Nazionale che subito tenta di smorzare gli animi circa la possibilità di convocarlo per le prime partite degli azzurri. Un dazio che Mario dovrà pagare ancora per un bel po’ di tempo, si metta il cuore in pace.
Storicamente siamo ai primi di settembre, giusto un mese fa. Il mese calcisticamente più brutto della sua esperienza nell’Inter dei grandi. Del resto, a 18 anni non può essere tutto rose e fiori, e soprattutto se si sta parlando di uno come Mario, che tanto normale non è. Partiamo dal presupposto che Mourinho non è impazzito, e dunque se in questo mese ha preferito Leite Ribeiro avrà i suoi fondati motivi. Ufficialmente, il motivo risiede in una opaca prestazione, condita da un inutile cartellino giallo, a Torino, quando entrò in campo sul 3-0 e non fece nulla per far rimpiangere le prime esclusioni stagionali dal club dei titolari.
Sicuramente Balotelli ci ha messo del suo, dunque, dentro e fuori dal campo. Quello che si è verificato però in conferenza stampa due giorni fa, però, credo di non averlo mai visto nè sentito. La frase di Mourinho (”Lo avete visto a Torino?”), volta a giustificare la reiterata esclusione del gioiellino made in inter, è un qualcosa di inaudito, soprattutto se si pensa alla qualità eccelsa mostrata finora dalle sue scommesse Figo,Quaresma e Leite Ribeiro.
Arriva la sera di Inter-Werder, e Mario torna titolare. Polemica chiusa,direte voi. Per quanto mi riguarda assolutamente no. Vedere Balotelli impiegato in fascia alla Amantino Mancini è come vedere Cruz a centrocampo, mi stringe il cuore. Balotelli rischia di pagare gli errori concettuali che hanno contraddistinto la campagna acquisti/cessioni di questa estate. Mourinho è stato finora rigido sul modulo, che prevede due ali di attacco a sacrificarsi in copertura, e una sola punta avanzata. Niente di male, a patto che il reparto offensivo sia in qualche modo costruito in maniera equilibrata : dato l’impegno fisico delle ali, sarebbe equilibrata una rosa che vede quattro ali e tre centravanti puri. La attuale situazione dell’Inter è diametralmente opposta : due ali più una terza al tramonto (Figo) e ben sei punte centrali,Obinna incluso. Rimanendo rigidi su questo schema, non può che conseguirne il fato che molti di quei sei attaccanti devono essere adattati nel ruolo dove invece vi è scarsità numerica.
D’accordo, visto Crespo in fascia visto tutto, ma la sistematicità con la quale Mourinho propone Mario in quel ruolo ho il timore possa essere tatticamente deleteria per quest’ultimo. Mario vittima di un disguido tattico? Troppo presto per dirlo, ma sta di fatto che il meglio di sè Balotelli non può che darlo giocando nel suo ruolo, nel quale tra l’altro Ibrahimovic gioca adattandosi, cioè la punta centrale.
Balotelli diventerà tutto o diventerà niente? Chi lo sa, ma cominciando a farlo giocare nel suo ruolo potremmo cominciare a scoprirlo.
Vero Mou?