Finita la smielosa abbuffata di complimenti e suggellata nuovamente la pace, è tempo di tornare a parlare di Inter, anche perchè manca una settimana esatta dalla decisiva partita dell’Olimpico e gli argomenti tecnici oggetto di dibattito sono tanti. Oggi però, pur essendo una domenica priva di eventi sportivi di prima fascia, vorrei affrontare insieme a voi un tema meno tecnico del solito, certo che comunque farà discutere.
Siamo quasi a metà ottobre, e come ogni anno in questo periodo cominciano a filtrare le prime voci sul vincitore del Pallone d’Oro, premio che non ha certamente bisogno di presentazioni, propedeutico all’universale Fifa World Player , entrambi consegnati alla fine dell’anno solare rispettivamente al migliore giocatore europeo e al migliore giocatore del mondo.
Vincere il Pallone d’Oro è il sogno di ogni calciatore, perchè il premio in sè e per sè rappresenta il raggiungimento del massimo traguardo cui poter aspirare in una carriera pallonara. Non so voi, ma io sono sempre stato piuttosto restìo nel tenere in considerazione l’importanza di questo premio, che a mio avviso vale tutto e vale niente : anzitutto, il premio è consegnato sulla base di una valutazione effettuata su parametri troppo elastici e suscettibili di incertezza (stagione passata, carriera, personalità, talento, carisma), ma soprattutto la votazione viene effettuata da 96 giornalisti, ciascuno dei quali rappresentante di una testata di spicco, in base ad una lista composta da addetti specifici sulla base di criteri non propriamente trasparenti.
A penalizzare ulteriormente il prestigio del premio, inoltre, grava il fatto che dalla sua istituzione nel lontano 1956 (grazie a France Football) vi sono sempre stati limiti ferrei in ordine alla sua assegnazione, nonchè difetti di fondo, che congiuntamente non hanno permesso a giocatori come Maradona , Pelè, Zico e Baresi di non aggiudicarsi il trofeo, un po’ perchè fino al 1995 è stato escluso ai giocatori non europei (e fino al 2006 il premio era riservato solo a giocatori di club della Uefa) e un po’ perchè i criteri di assegnazione sfavoriscono portieri e difensori, tant’è che solo un portiere (Jasin) e tre difensori (Beckembauer,Sammer e Cannavaro) hanno eccepito una regola ormai consuetudinaria.
Poca trasparenza, sponsor, criteri di assegnazione ed elemento storico hanno contribuito dunque a rendere il Pallone d’Oro un trofeo decisamente elitario e scarsamente ispirato a principi di equità e uniformità di giudizio, che sono alla base di un qualsiasi concorso, non me ne vogliano gli organizzatori.
Premesso questo, e ovviamente non pretendo di imporre la mia idea (per cui sarebbe bello confrontare le vostre opinioni a riguardo), torniamo alla stretta attualità. Il titolo che ho scelto ha ovviamente valore meramente provocatorio, perchè a quanto pare il sistema mediatico, che ha il potere di indirizzare le votazioni (siamo arrivati a questo), sembra aver già scelto l’erede di Kakà, ovvero il portoghese del Manchester United Cristiano Ronaldo.
Tecnicamente non mi sento davvero di mettere in dubbio tale scelta, perchè C.Ronaldo ha carisma, ha personalità, ha fior fior di sponsor pesanti alle spalle, ha segnato una quarantina di reti nella scorsa stagione e dunque ha contribuito enormemente alla vittoria della Premier e della Champions, segnando in finale, seppur fallendo poi dagli undici metri nella sfida ai rigori contro il Chelsea e disputando nel mese successivo un Europeo semidisastroso.
Altri rivendicano il titolo : i concorrenti principali, anch’essi sempre indicati dal movimento mediatico, sono Torres, Casillas e Messi, i primi due protagonisti soprattutto nell’Europeo ed il terzo invece trascinatore della sua Argentina olimpica in Cina. Tra l’altro l’attaccante Torres nei giorni scorsi attraverso un’intervista ufficiale ha un po’ scoperchiato il pentolone, accusando i media spagnoli (il madridista Marca soprattutto, segno che nemmeno in Spagna stanno messi troppo bene in tema di media asserviti) di patteggiare per Casillas, confermando quei difetti di fondo di cui ho detto sopra.
Puntualmente, e lo dico con tono volutamente polemico, nessun media italiano si è mosso a livello europeo per spingere qualche giocatore dell’Inter, che per l’ultima stagione trascorsa non avrebbe nulla da invidiare al Real Madrid o al Liverpool di turno. Ricordo perfettamente le “spinte mediatiche” per Nedved e il crogiolarsi di Mediaset per Kakà, quasi un elogio all’autoerotismo, concedetemi il termine. Nulla invece si sta facendo per tre giocatori dell’Inter che meriterebbero la ribalta internazionale in maniera sacrosanta : l’attuale miglior portiere del mondo (J. Cesar), l’attuale miglior laterale difensivo al mondo (Maicon) e Zlatan Ibrahimovic, capocannoniere delle ultime due Inter iridate.
Se per i primi due possiamo avanzare la “aggravante” del non aver disputato gli Europei, proprio non capisco perchè Zlatan Ibrahimovic non sia inserito nel podio, tosto che come ho già detto ritengo pienamente legittima ed indiscutibile la vittoria di C.Ronaldo. Non si può dire che Ibrahimovic manchino personalità e carisma, cosiccome è innegabile che ha un curriculum di prim’ordine e una stagione di alto livello alle spalle. Forse dovremmo accusarlo di essere svedese? Eppure l’Ucraina di Shevchenko non ha mai fatto nulla di particolare…
Ibrahimovic, purtroppo, è caduto in un limbo dal quale è difficile sollevarsi, cioè scegliere la società più odiata a livello mediatico e al contempo più distratta sotto il profilo della gestione dell’immagine. Un esempio banale : in questo periodo esce ogni anno un famossisimo videogioco di calcio che per ogni nazione affianca ad un uomo immagine universale (da anni Ronldinho) una star del campionato nazionale (quest’anno, per l’Italia, De Rossi). Non ci crederete, ma da quando questa fortunata serie videoludica ha visto la sua comparsa, e stiamo parlando ormai di quasi un ventennio, nessun giocatore dell’Inter, nemmeno Ronaldo (per il quale l’Inter scese in battaglia con la casa produttrice del gioco, non concedendo i diritti di immagine e costringendo i tecnici a nominare il giocatore “Number 9″), è mai apparso sulla copertina ufficiale del più famoso gioco di calcio, nonostante ad oggi sia indiscutibilmente lapiù grande realtà calcistica in Italia.
Cosa può fare Ibrahimovic per risollevarsi da tutto questo? Un bel colpo sarebbe mollare baracca e burattini e andare al Real. Owen e Cannavaro hanno vinto più o meno così. Ovviamente tutti noi speriamo che ciò non accada, e allora che fare? Io ho un’idea : cominciare a essere decisivo in quella competizione che si gioca di martedì o mercoledì sera alle 20.45 a partire da fine febbraio in poi.
Voi che ne dite?