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Il Ballo Dei Debuttanti


29 Settembre 2008   10:03.51

Scritto Da Riccardo Robotti


La “prima volta” non è mai agevole. Debuttare in un derby, nel derby di ieri sera, è cosa ancora più difficile. Oggi è il giorno del mio debutto sul palcoscenico di cuorenerazzurro, un sito che ha voglia di emergere per diventare un punto di riferimento per il navigatore interista. Mi sarebbe piaciuto cogliere l’occasione di un derby vinto bene, come quelli di manciniana memoria, per elencarvi quella che sarebbe stata la mia linea editoriale ed il mio modo di intendere un sito come cuorenerazzurro, che nasce figuratamente per essere un’isola in grado di offrire asilo a tutti i tifosi nerazzurri (e non). Il debutto me lo sarei immaginato più o meno così. La partita di ieri, purtroppo, ha stravolto i miei piani e i miei sogni di gloria, ha scardinato alcune mie certezze e ha fatto affiorare alcuni dubbi, soprattutto di natura tattica. Per fortuna non sono solo, perchè ieri era anche il giorno del debutto di Mourinho. Non fraintendetemi, intendo il debutto di Mourinho con il grande calcio italiano. Fino a ieri l’inter aveva incontrato Sampdoria,Catania,Torino e Lecce, non certo compagini di altissimo livello in grado di lottare al vertice. Qualcuno può obiettare chel’inter ad agosto ha battuto la Roma, ma la supercoppa italiana, seppur prestigiosa, è più un trofeo da mettere in bacheca che una cartina tornasole della forza delle due partecipanti. Ieri, invece, Mourinho ha debuttato nel calcio che conta, e allora sorvoliamo sui discorsi introduttivi sulla linea editoriale, che intanto scoprirete di giorno in giorno, e andiamo direttamente al sodo, perchè di carne sul fuoco ce n’è davvero tanta.

Partiamo con l’analisi della partita : Mourinho stupisce tutti sin dalla formazione iniziale, schierando a sorpresa Burdisso al posto di Cordoba e promuovendo, a mio avviso inspiegabilmente, Quaresma titolare. Aldilà dei singoli, la scelta tattica non mi sembra più di tanto criticabile : mancando un trequartista puro, in grado di inventare in mezzo al campo, Mourinho sceglie di rimpolpare il centrocampo con due ali in grado di creare superiorità nell’uno contro uno, ma anche di dare una mano ai compagni più arretrati costruendo un vantaggio numerico nella zona nevralgica del campo. Il primo tempo, pur essendo piuttosto noioso sotto il profilo dello spettacolo, tutto sommato è stato affrontato con il giusto piglio : squadra compatta, che rischia pochissimo perchè concede una sola mezza occasione a Ronaldinho nella prima mezz’ora, ma troppo imballata quando la linea del possesso palla saliva nella trequarti avversaria. Ibrahimovic perde troppi palloni e non regala sponde, Mancini è vivace ma quasi sempre inconcludente, Quaresma è un oggetto non identificato che si muove in mezzo al campo. Ne deriva da tutto ciò che solo Maicon emerge nel corso dei minuti, con qualche bella sgroppata e un’incursione pericolosissima che ha portato Ibrahimovic ad essere,con un pizzico di ritardo, a tu per tu con Abbiati. Questa rimarrà, assieme ad un contropiede mal gestito da Ibrahimovic su palla recuperata da Cambiasso nella seconda metà di gara, l’unica azione degna di nota di un’Inter troppo spenta e rinunciataria in fase offensiva. Sul finale di primo tempo, il gol avversario : il fuorigioco di Kakà, millimetrico, dà il via ad una azione che porta Ronaldinho a sovrastare Cambiasso di testa e insaccare il pallone imparabilmente alle spalle di un Julio Cesar già miracoloso al ‘25 (sempre su Ronaldinho,che sfrutta un rimpallo favorevole in area dopo una pregevole azione di Kakà).

Il secondo tempo si apre con la seconda sorpresa della serata : l’assenza di cambi rispetto alla formazione titolare. Confermati tutti, dunque, Balotelli &o. aspettano in panchina il proprio turno. Se l’Inter del primo tempo convince a metà, quella del secondo appare in balìa dell’avversario dal punto di vista tattico : permane la scarsa, per non dire nulla, propositività in avanti, l’azione stagna dietro la linea di metà campo, e l’assenza di un regista costringe i difensori ad inutili lanci lunghi che sono facile preda degli avversari. La manovra, bloccata da un Milan che amministra il vantaggio, assume toni imbarazzanti quando Mourinho, a svariate decine di minuti dalla fine, gioca la doppia carta Cruz-Leite Ribeiro, rinunciando a un difensore (Materazzi), per provare a smuovere qualcosa. Questa sarà la mossa che, seppur vincente pochi giorni prima contro il Lecce, segnerà definitivamente la fine della partita : gioco confusionario, idee astratte, stanchezza che comincia a farsi sentire (un ottimo Vieira del primo tempo crolla sul finale di gara) fino al ‘77, minuto del fattaccio : Burdisso, già ammonito, entra in ritardo su Kakà, prende il secondo giallo e lascia i compagni in dieci. Negli ultimi dieci minuti l’Inter prova a sfondare il muro avversario, senza successo. A pochi secondi dal termine, un cross stupendo di Maicon piazza Leite Ribeiro a pochi metri da Abbiati libero di colpire di testa, ma il centravanti sbaglia clamorosamente come contro il Lecce a metà settimana. In ogni caso una risposta alle precedenti occasioni di Kakà e di Shevchenko che non creano imbarazzi a Julio Cesar. Un intervento scomposto su Leite Ribeiro in area, del tutto simile a quello di Materazzi su Kakà nel primo tempo, fa esplodere il difensore azzurro in panchina, che a fronte di una parola di troppo viene espulso, rimediando una sicura squalifica per la prossima partita di campionato.

A coronare la serata, la gestione mediatica di Mourinho nel dopo-partita : a vederlo e sentirlo, viene da chiedersi dove sia finito quell’uomo spavaldo che sabato aveva incantato a parole tutti i tifosi interisti. Dice di non volersi lamentare della terna arbitrale (oggettivamente criticabile sotto il profilo della gestione dei cartellini) ma lancia qualche frecciatina, per fortuna senza lamentarsi di un fuorigioco che c’è  e non c’è. Fa i complimenti al Milan, meritati, ma non pone l’accento su particolari questioni tecniche e tattiche, su tutte l’ennesima bocciatura di Balotelli, che se non altro ieri con qualche punizione avrebbe potuto creare qualche pericolo alla difesa avversaria.

Lo dicevo qualche giorno fa, Milan e Werder sono le due partite della verità, i due incontri che possono farci capire molte cose, anche se non tutto, di Mourinho e dell’Inter che verrà. Se il buon giorno si vede dal mattino, i segnali non sono confortanti, non tanto per il risultato (ci sta perdere un derby…) quanto per alcuni dubbi tecnici e tattici che sono affiorati nei 90 minuti di ieri sera. Tra due giorni arriva il Werder, che deve recuperare i due punti persi contro il Famagosta e dunque non baderà a calcoli, cosiccome mi auguro non lo faccia l’Inter, dalla quale non possiamo aspettarci che non perda più partite importanti,ma di certo possiamo pretendere che non si verifichino più situazioni di naufragio tattico come quello di ieri sera.

Milan-Inter: Le Pagelle


28 Settembre 2008   23:22.03

Scritto Da Riccardo Robotti


Julio Cesar : il migliore in campo per l’inter. Se la barca non affonda è soprattutto (se non solo) merito suo.    Incolpevole sul gol di Ronaldinho. Voto 8

Maicon : dei quattro di difesa è quello che emerge maggiormente, anche se in avvio è troppo timido. Nel finale mette in porta Leite Ribeiro con una vera trivela. Voto 6,5

Burdisso : fino all’espulsione vince il confronto con Materazzi, poi l’ennesima sciocchezza. Siamo alle solite : buonissimo difensore, ma a certi livelli la testa conta parecchio. Indirizza negativamente una partita che già non era messa su buoni binari. Voto 5

Materazzi : soffre in velocità e in fisicità, rischiando due rigori (uno piuttosto evidente) e un’espulsione, che poi rimedia comunque una volta seduto in panchina. Pessimo anche da spettatore di lusso, per lui non è serata. Voto 4

Chivu : difende con ordine, ma si limita a fare il compitino, cosa che in partite come questa non è sufficiente, soprattutto se il resto della squadra è quello che abbiamo visto. Voto 5,5

Zanetti : a tratti sembra assente dal campo, sia in fase offensiva che difensiva, seppur l’inizio di partita sia stato confortante con un paio di palloni reuperati e ben difesi. Siamo lontanissimi dal miglior Zanetti, purtroppo già da qualche settimana, e non solo per colpa sua (si pensi a Muntari). Voto 5

Cambiasso : non esalta, ma se l’inter avesse giocato complessivamente in maniera proporzionale all’argentino, probabilmente non ci sarebbe stato il naufragio tecnico-tattico del secondo tempo. Voto 6

Vieira : un primo tempo da primo della classe, nella seconda metà si dissolve con il resto della squadra. Il Vieira del primo tempo, però, è una delle poche note positive della serata. Sul gol, manca la sua presenza fisica in area di rigore, e Cambiasso non è la stessa cosa. Voto 6

Mancini : nella prima parte di gara è l’unico che prova a cambiare il ritmo di gioco, cercando il dialogo con i compagni con insistenza. Non riesce però mai ad incidere significativamente nel match. Voto 5

Quaresma : finora è il punto interrogativo dell’era Mourinho: inutile in zona difensiva, figuriamoci in quella difensiva. Il fatto che la sua partita sia condita da gesti tecnici inutili ed irritanti lo rende il peggiore della partita, perchè a differenza di Materazzi e Burdisso delude le aspettative. Voto 4

Ibrahimovic : troppo isolato là davanti, perchè le due ali fanno poco filtro tra lui ed il centrocampo, ma è anche vero che non arretra mai per cercare il pallone. E’ l’unico a rendersi pericoloso, anche se con soluzioni al di sotto dei suoi standard. Voto 5,5

Leite Ribeiro : il gol che si divora a fine partita vale da solo l’insufficienza, aldilà di ogni discorso tecnico. Voto 5

Cruz : non può sempre risolvere il match, soprattutto se ci si ostina a farlo giocare in tutti i ruoli tranne il suo. Tocca pochi palloni e appare spaesato. Voto 5,5

Stankovic : s.v.

Mourinho : inversamente proporzionale a quanto è stato abile a surriscaldare la partita con pensieri condivisibili. Il suo 4-3-2-1 non funziona mai, perchè le due ali sono ingabbiate dall’ottimo lavoro di Zambrotta e Jankulovski e prim’ancora di Gattuso e Ambrosini. Tutto sommato la squadra regge nel primo tempo, ma nel secondo affonda assieme alla sua ostinazione nel tenere le due ali e nel bocciare sistematicamente Balotelli, salvo poi stravolgere completamente il senso tattico della partita quando i minuti restanti consentivano cambiamenti meno radicali e più ponderati. Evidentemente dovrà mettersi a cercare qualcosa di alternativo rispetto allo schema “metto più attaccanti possibili là davanti e faccio buttare la palla in mezzo”. Voto 4

Terna arbitrale : il gol nasce da una posizione molto dubbia di Kakà. Vengono negati due rigori solari, uno per parte. La gestione dei cartellini è discutibile, ma l’espulsione di Burdisso ci sta tutta. Il match, anche se spigoloso, scivola via senza troppi intoppi comportamentali. Voto 5

A domani per l’analisi tecnica, sperando che la notte porti consiglio a tutti quanti…

Il Derby è…


28 Settembre 2008   16:39.55

Scritto Da Riccardo Robotti


Il derby è una partita che ti senti dentro: la pragmatica ti dice che sono solo punti in classifica,come una qualsiasi alra partita, ma sai che non è così.

Il derby è un fiume di emozioni.

Il derby è una battuta di Peppino Prisco all’antivigilia.

Il derby è uno stacco in cielo di Zamorano, o un tiro al volo di Nicolino Berti.

Il derby è un gol, quello della vittoria, al novantesimo, come quello dell’Imperatore.

Il derby è una parata di ginocchio di Abbiati che spegne ogni fantasia.

Il derby è vedere Ronaldo salire in paradiso e accarezzare il pallone che scavalca il portiere.

Il derby è vedere Ronaldo dieci anni più tardi segnare nella tua porta e rispondere ai tuoi fischi.

Il derby è Simeone che segna dopo una sgroppata di cinquanta metri.

Il derby è il sesto gol loro, tanto quanto una papera di Dida.

Il derby è l’espulsione di Materazzi dopo il quarto gol ai cugini.

Il derby è Ibrahimovic che salta Nesta e trafigge Dida, oppure Cruz che risponde al Ronaldo rossonero.

Il derby è la corsa di Stankovic verso Roberto Mancini.

Attimi,frazioni di secondo che rimangono nella mente.

Emozioni, dolci e amare, che rimangono nel cuore.

Milan-Inter,Inter-Milan,una storia infinita,un racconto in cui tutti per una volta sono protagonisti : allenatori, giocatori e persino ognuno di noi, ciascuno a suo modo, tutti quanti hanno scritto,scrivono e scriveranno in questo libro la propria pagina.

Io questa sera lo farò, magari provando a imitare un’esultanza di Martins se l’Inter segna, oppure correndo ad abbracciare gli altri interisti proprio come Stankovic fece con Mancini.

Aprite cuore e mente, ragazzi, stasera si gioca.

Stasera, nel bene e nel male, scriviamo un’altra pagina…

Adesso Lo Facciamo Noi Un Paragone!


3 Settembre 2008   12:18.22

Scritto Da Cuore Nerazzurro


Questo post è dedicato a tutti i milanisti, che continuano a fare il paragone tra Quaresma e Ronaldinho, facendo vincere ovviamente il gaucho, anche perchè è sicuramente più formato del nerazzurro, ma questi sono altri discorsi.

Arriviamo alla vera essenza del post, ovvero dare un bel schiaffo a questi maledetti funghetti rossoneri!

Durante il calciomercato dell’anno scorso, i nostri cari cuginetti comprarono Alexandre Rodrigues da Silva, in arte Pato. Bene questo giocatore avrebbe dovuto spaccare il mondo e triturare le squadre in campionato macinando punti in ogni partita. Bhè l’esordio del papero contro il Napoli fu scoppiettante segnò un bel gol scatenando l’entusiasmo di tutto il mondo rossonero, convinto di aver trovato un nuovo Kakà. Non passò molto e i giornalisti italiani fecero questa domanda al presidente Moratti: “Cosa ne pensa del nuovo acquisto del Milan (Pato)?” Moratti rispose: “Penso che noi abbiamo Balotelli, che un grandissimo giocatore”. Tutti quanti milanisti e non, cominciarono a ridere e a sostenere che non si poteva nemmeno immaginare di proporre un paragone tra i due giovani fenomeni. Passò qualche mese mentre Balotelli percorreva la sua ascesa calcistica, per Pato cominciarono ad arrivare le prime difficoltà.

Arriviamo al 18 Maggio 2008.
Le due squadre milanesi si giocano due partite finalizzate a due obiettivi molto diversi. I rossoneri si giocano un posto per la Champions League contro l’Udinese, mentre per i nerazzurri arriva la gara decisiva Parma-Inter, gara valida per l’assegnazione dello scudetto. Tutti noi sappiamo come andò a finire, l’Inter e Balotelli campioni d’Italia, mentre il Milan e Pato in coppa UEFA. Passa qualche mese e Pato viene convocato da Dunga per le olimpiadi. Il Brasile fallisce e Pato sembra ormai diventato un giocatore montato e sicuro di sè, bhè il risultato è che Dunga lo sputtana in conferenza stampa criticandolo per aver giocato malissimo alle olimpiadi. Per il povero Pato è una mazzata che lo fa rattristire in una maniera incredibile.
Arriva il 24 Agosto 2008.
Inter-Roma Supercoppa italiana 2008 l’Inter pareggia 1-1 con i giallorossi e Balotelli entra al posto di Figo. Dopo 17 minuti i nerazzurri ritornano in vantaggio indovinate per merito di chi? Ovvio per Mario Balotelli che con un delizioso pallonetto ai danni di Doni riporta la Supercoppa in mano ai nerazzurri. Uno sciagurato calcio d’angolo battuto al 90 minuto dalla Roma, strappa la Supercoppa dalle mani dei nerazzurri. Si va prima ai supplementari, dove Balotelli delizia con due super-punizioni, e si va poi ai rigori. Mario Balotelli calcia uno dei 7 rigori e segna. La Supercoppa viene vinta dall’Inter e Balotelli diventa anche Supercampione d’Italia.

Oggi il povero Pato è finito a fare la riserva della riserva, ovvero Shevchenko, mentre Balotelli è semplicemente la riserva di un certo Ibrahimovic, perchè Mario E’ una PUNTA e non un ala e quindi finiamola tutti quanti di dire che Quaresma toglierà il posto a Balotelli, perchè Ricardo è un titolare mentre Balotelli è un giovane e va fatto crescere piano e non bruciarlo, com è successo a qualche “papero rossonero”.

Finisco per dire che Pato è stato pagato 22 Milioni di Euro, mentre Balotelli è costato solo 300.000 Euro, e oggi il giovane italiano è nettamente più forte del brasiliano.

Colpaccio Milan!


16 Luglio 2008   01:21.03

Scritto Da Cuore Nerazzurro


Non ho mai scritto articoli riguardo agli acquisti delle altre squadre ma questa volta farò un eccezione. I cuginetti rossoneri si sono aggiudicati, in data 15/07/2008, le prestazioni sportive di Ronaldo de Assís Moreira, in arte Ronaldinho. Scrivo questo perchè al di là del fatto che non è più quello di una volta, il Gaucho è uno dei giocatori più forti del pianeta e resterà uno dei migliori della storia del calcio. Auguro al Milan e a Ronaldinho di essere felici insieme ma mi auguro anche che il brasiliano faccia flop, non perchè sono cattivo ma perchè sono sportivo e quindi tifando Inter mi auguro che Dinho non riesca a dimostrare tutto il suo potenziale.